Bologna 2016: il ritorno

Schermata 2016-05-03 alle 15.37.02E così, tre mesi fa sono tornata a vivere a Bologna. L’avevo lasciata nel 2007 con il cuore piccolo piccolo e la ritrovo oggi, dopo quasi 10 anni. Durante questo lungo periodo di lontananza sono tornata spesso a trovarla anche solo per un weekend e la sensazione è sempre stata la stessa: mi sono sempre sentita a casa.

Bologna mi ha regalato un carico da novanta di ricordi belli, cosa che mi fa credere che non ci sia altra città italiana più adatta agli anni universitari. Chi vive qui (compresi gli studenti fuorisede) ha tutto: la cultura, il movimento, i locali dove sbronzarsi a pochi euro e, soprattutto, la sensazione di avere il necessario a portata di mano. E anche adesso, come allora, la trovo viva, bella più di prima, accogliente e avvolgente. Bella da vivere, bella da prendere a morsi e assaporare. Per non parlare del fatto che sono tornata ad abitare nello stesso quartiere dove stavo dieci anni fa e dove, con immensa gioia, ho ritrovato le stesse botteghe e gli stessi visi (ma una stazione FS in più).

Schermata 2016-05-03 alle 15.37.35Adoro passeggiare tra i suoi portici e i suoi parchi; mi rendo conto di guardarla sempre con gli occhi dell’amore; è un innamoramento perenne, il mio. Un legame con una città dove, per ben due volte, ho scelto con il cuore di vivere. L’ho scelta senza preoccuparmi di cosa poi ci sarei andata a fare, ma solo per viverla e per godermela. E francamente, questa volta, sento di volerci restare.

Quando la guardo capisco esattamente cosa mi è mancato, di Bologna, in questi anni: i colori delle sue strade, innanzitutto, la sua serenità, quella strana sicurezza che ti dà il vedere in giro sempre le stesse facce (anche quando si tratta di persone sconosciute), la facilità di chiacchierare con chiunque, con o senza un bicchiere in mano. La possibilità di scegliere di farsi a piedi da un punto all’altro della città senza dover per forza cambiare tre autobus e senza doverci impiegare tre ore. Il suo carattere deciso che vive il presente ed esalta il passato, le sue lotte e le sue personalità con le centinaia di targhe commemorative sparse in giro per le strade. La certezza di essere in un posto dove, semplicemente, si sta bene, dove la qualità la raggiungi con poco e senza sgomitare.

Schermata 2016-05-03 alle 15.39.59Bologna accoglie tutti con un sorriso e ti riempie la giornata di possibilità anche quando non hai voglia di fare un cavolo. “Ombelico di tutto”, diceva Guccini. E’ un posto aperto, mai ostile, dove è difficile sentirsi soli anche quando si girovaga in mezzo agli sconosciuti. Non a caso è una città che amano tutti, forse non mi è mai capitato di sentire di qualcuno che sia fuggito da qui a gambe levate.

Ricordo quanto, all’epoca dell’università, la sentissimo nostra; e quanto era forte la sensazione di viverci da sempre. Quanto, a noi che venivamo dalla Sicilia, ci sembrasse di vivere in un posto “avanti”, alternativo, dove potevi incontrare tutte le tipologie umane e dove tutto era concesso, persino rientrare a casa alle sei del mattino e presentarsi a un esame alle due del pomeriggio. Dove essere se stessi era la cosa più semplice e normale che ti potesse accadere.

Ammetto che da studente è facile entusiasmarsi e affrontare le cose con leggerezza e facilità. Vedremo se, con il passare del tempo, continuerò a sentirmi a casa o se i casini dell’età “adulta e lavoratrice” mi tireranno un brutto scherzo (ne dubito, dato che i presupposti sono molto positivi). In ogni caso lo saprete, visto che ho intenzione di continuare a sviolinare Bologna ancora per un po’.