Viaggio a Belgrado, tra bellezza e memoria

IMG_3544Non è un caso che il mio primo post di viaggio sia dedicato a Belgrado. Comincio da qui non perché è la città estera alla quale sono rimasta più legata ma perché mi ha lasciato sensazioni non paragonabili a nessun altro posto. Ancora adesso, dopo due anni, faccio fatica a rispondere a chi mi chiede “Com’è Belgrado?”; solitamente rispondo una cosa del tipo: è una botta di città. Non è maestosa come Parigi o Madrid, non è alla moda come Milano, non è un mostro di avanguardia come Berlino.

Però… A IMG_3559Belgrado bisogna andarci. Bisogna lasciare che questa capitale al confine delle mete di viaggio convenzionali ti sorprenda, bisogna assaporarne l’atmosfera, immergersi nell’allegria della gente, nei colori e nelle gallerie d’arte a cielo aperto della centralissima Skadarlija. Bisogna tornare indietro nel tempo e scoprire una storia che a nessuno fa piacere ricordare e che spesso si conosce poco, perché a scuola i programmi si fermano sempre ai primi anni dopo la seconda guerra mondiale (ovviamente io parlo per la mia generazione) e a pochi interessa approfondire (mi ci metto anche io nel mezzo, eh).

IMG_3697Sì, decisamente Belgrado sorprende: sorprendono i vecchi tram con le scritte in cirillico di fianco a quelli più moderni, sorprende che turisti se ne vedano pochi e niente, sorprende la difficoltà di entrare in comunicazione con la gente perché l’inglese non lo conosce quasi nessuno, sorprende il fatto che l’invasione dei ristoranti cinesi e giapponesi lì non sia passata neanche di striscio. E, a dire il vero, neanche quella dei ristoranti italiani. 

E poi ci sono le cose che riempiono il cuore, in primis la voglia che la gente ha di divertirsi, seduta all’aperto al tavolo di un ristorante a intonare allegramente una canzone assieme alle piccole bande di musicisti che fanno il giro dei locali del centro per allietare le serate con i canti tradizionali. E ci sono i bei palazzi delle istituzioni, con le loro luci e i loro giardini pieni di fiori colorati, e le chiese ortodosse, così maestose nelle loro forme bombate e nei loro interni poveri. E i giocolieri che si esibiscono fino a sera tardi per le vie 
del centro accanto agli artisti che espongono ritratti e quadri di paesaggi colorati. E c’è la street art, che tanto amo, che fa capolino da dove meno te lo aspetteresti. E c’è il Sava che incontra il Danubio e puoi ammirarne lo spettacolo dalla terrazza panoramica di un parco pieno di memoria. E, ancora, la gentilezza di alcune persone che ti vedono impacciato con una mappa in mano e ti chiedono se hai bisogno d’aiuto.

IMG_3806

IMG_3671

E poi, certo, oltre alle cose che riempiono il cuore ci sono anche quelle che lo pugnalano. Mi rendo conto di risultare banale ma io, piccola ragazza occidentale cresciuta nella bambagia, che la guerra l’ha sempre vista solo in televisione senza doversene preoccuparsene sul serio, non avevo mai visto dei palazzi squartati. Non avevo idea di cosa significasse passeggiare al centro di una capitale lungo strade totalmente decadenti, con edifici rimasti a metà (e non perché nessuno abbia voluto terminarne la costruzione), porte sbarrate e vetri infranti. E tutto questo sta lì perché i serbi non vogliono che si dimentichi, perché quei palazzi e quelle strade continuino negli anni a fare più rumore delle esplosioni delle bombe lanciate anni fa.

IMG_3761Per tutto questo rispondo che Belgrado “è una botta di città”, perché ti lascia senza parole.
Perché vibra di una bellezza viva, sopravvissuta, perché la voglia di riscatto la avverti ovunque e non solo nelle vetrine delle solite firme ricche che vedi in tutte le strade centrali di ogni capitale. Perché è un’altra Europa, quella più dimenticata, ma sempre Europa è. E ha dignità ed energia da vendere. Oltre a tanti luoghi belli da vedere e cose buone da assaggiare.

E visitare Belgrado mi ha messo addosso una gran voglia di vedere anche Sarajevo, Mostar, Zagabria, scendere fino a Dubrovnik e il Montenegro, di attraversarli on the road questi Balcani pieni di ricordi, qualunque cosa questo termine voglia dire, e di cose da scoprire.