Sicilia da amare

E così ho preso l’ennesimo aereo di ritorno dalla Sicilia. Quest’anno ferie tutto sommato basic, vita catanese e qualche spostamento nei dintorni.

Il bello di essere in vacanza in compagnia di un non siculo è la possibilità di visitare i propri luoghi di origine con gli occhi del turista, cosa che inevitabilmente ti fa riscoprire e apprezzare molto di più i paesaggi che, quando ci vivevi, davi per scontato e non ammiravi abbastanza.

Quando ho lasciato la Sicilia, ormai 12 anni fa, non fremevo all’idea di tornarci per le ferie; sì, la mancanza del mare, degli affetti, del clima amabile e del cibo mi sfiorava spesso. Ma è con il tempo che ho iniziato a sentire la nostalgia più forte e adesso, le (troppo) poche volte che ci torno avverto sempre il desiderio di visitare posti che non vedevo da secoli.

E così, pur restando sempre di base a Catania, durante queste ultime vacanze ho riscoperto meraviglie che neppure ricordavo e altre, ahimè, che non avevo mai neppure visto. E ho (ri)capito che:

– Il mare della mia città, per quanto meno popolare di quello di altre coste sicule, è fantastico. Perché mi parla. E il riflesso che il sole regala alle acque al largo dei Faraglioni e dell’Isola Lachea, anche quando affollate da decine di pedalò, è quasi commovente. Il mare di Catania è di un blu intenso, profondo, e accoppiato al nero della roccia che gli fa da contorno diventa un qualcosa di unico che emoziona sia in estate e sia in inverno.

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– Che non so come ho fatto a vivere 33 anni senza conoscere le Gole dell’Alcantara e le sue acque gelide. Dove, nonostante la temperatura, ho dato prova di immenso coraggio immergendomi (vabbè, non è stato proprio così ma quasi), dopo averci camminato dentro, in barba alle correnti fortissime e al rischio di congelamento delle caviglie. Inutile dire che, anche se mi fossi congelata per davvero ne sarebbe comunque valsa la pena, visto lo scenario naturale fantastico che le gole e il loro parco regalano.

– Che Marzamemi è un sogno e, come ho ripetuto più volte nel corso della vacanza, merita trascorrerci qualche giorno. Non solo per il mare cristallino ma per poter imparare a memoria ogni via di quel centro storico bianco, ricco di profumi e tradizioni. Per potersi ristorare nella piazzetta con i tavoli e le sedioline di legno colorate che tanto avevo ammirato su Instagram. Per poter accompagnare la granita con il pane e non con la brioche, come si faceva una volta. Per potersi innamorare di ogni angolo di un paese che a me ha ricordato tanto l’Andalusia, con le sue casine basse, le boutique colorate, le stradine bianche.

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– Che il panorama di cui si gode da Savoca, Caltagirone e Castelmola ti entra nel cuore e non lo lascia più. Che sia di giorno o che sia di notte. Che tu volga lo sguardo al mare o alla montagna o a entrambi. E puoi godere, oltre che del panorama, anche della bellezza autentica di piccoli borghi arroccati sulle colline dove sembra che tutto, soprattutto il tempo, si sia fermato. 

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– Che più io invecchio e più Catania si fa bella. Non ci vogliono chissà quali sensibilità per restare affascinati dal centro storico (il resto della città presenta ancora qualche margine di miglioramento), con la sua bellezza decadente e i suoi palazzi scuri di terra dell’Etna. E le luci dei tanti locali, l’odore della pescheria e delle centinaia di cucine che restano aperte fino a tardi. I tesori storici che tante volte stanno lì, tra un palazzo e l’altro, come se si nascondessero in attesa di venire scoperti.

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Ma soprattutto ho capito (forse per l’ennesima volta) che la Sicilia è da amare. Sì, è vero che tante cose fanno incavolare, è vero che ogni volta che ci torno mi tornano in mente i vari motivi per cui me ne sono andata, è vero che il traffico e la lentezza con cui viene condotta ogni cosa ti succhiano (o “sucano”, come si dice giù, che forse rende meglio) la pazienza, che si può fare sempre di più e che si deve fare ancora tanto, e via dicendo. E badate che non penso tutto questo solo ora che vivo al Nord da oltre 10 anni, ma lo pensavo anche prima di andare via. Sono consapevole di tutti i difetti che qualche volta, per chi in Sicilia ci è nato e cresciuto, arrivano a superare anche i pregi. Eppure, secondo me, questa terra non si può non amare. E ogni volta che ci torno mi accorgo subito di due cose: la prima sono gli odori, un misto di casa, mare, cibo buono, terra, verde, che mi entra nelle narici e che sento solo qui. La seconda è che il cielo in Sicilia è immenso, avvolge qualsiasi altra cosa, e sembra dipinto anche quando le nuvole lo attraversano.