Tra graffiti e mercatini ecco la Londra che mi piace

Oggettivamente Londra è molto bella. Oggettivamente. È una di quelle città dove dovresti starci un mese per farti una panoramica esauriente su musei, monumenti, parchi, piazze, pub, eventi, mercatini, quartieri carini dove gironzolare, ed è molto probabile che neanche un mese basterebbe.

Io però, detto tra noi, non ci vado matta. Sarà che le volte che ci sono stata ero tutta presa dal godermi la sorellina lontana che all’epoca viveva lì e che in quei giorni è stata un’ottima Cicerona. A differenza di altri posti, infatti, a Londra non ci vivrei neanche pagata (tra l’altro, per viverci dignitosamente bisogna che ti paghino molto bene). Probabilmente mi ha ricordato troppo Milano; una Milano gigante dal traffico ancora più esasperato, dove impieghi ore per spostarti da un punto all’altro della città e devi quindi per forza abitare nello stesso quartiere in cui lavori (che se sfiga vuole che tu stia in una zona compresa tra la 4 e la 9, con il cavolo che il sabato vai a farti la passeggiatina in centro… Il centro non lo vedi neanche con il binocolo!). Troppe distanze, troppa gente, troppi mezzi. Ripeto: bellissima, eh! Ma da turista. E, per giunta, da turista che ha in programma di starci almeno una settimana, altrimenti rischia di vedere ben poco.

Detto questo, una Londra che mi ha colpito e mi è piaciuta veramente esiste. Ed è quella di alcuni angoli un po’ più nascosti come Little Venice, dei fantastici mercatini come il Borough Market e Greenwich Market (mia sorella conosce la mia passione smodata per mercati e bancarelle, per questo me ne ha fatti vedere diversi), del quartiere multietnico di Brick Lane e degli street artist di tutto il mondo.

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Ecco, Brick Lane l’ho adorato dall’inizio alla fine. Mi è sembrato un’isola felice al centro di una metropoli di tutt’altro stile. Un mondo a parte. E questo grazie ai suoi negozi vintage, al mercatino con le bancarelle multicolore, alla possibilità di assaggiare cibi tipici di centinaia di paesi diversi. Se hai bisogno di fare un regalo vai a Brick Lane; che tu sia un collezionista di oggettini vari, un appassionato di arte e musica, un mangione o un amante di vestiti e accessori di altri tempi, non resterai deluso. Lì si trova proprio di tutto. E c’è anche tanta bella gente allegra in giro, che mangia e beve stando tranquillamente seduta sul primo marciapiede libero. Brick Lane il tipico quartiere che cerco quando viaggio, uno di quelli che sento più nelle mie corde, dove mi sembra che ci sia sempre un’infinità di cose da scoprire e persone da conoscere, insomma uno di quelli sui quali metterei la firma per viverci.

È una Londra diversa, quella di Brick Lane, una Londra molto più leggera e alla mano, che procede a passo lento e che si gode il suo tempo spulciando tra le bancarelle e assaggiando questo e quell’altro.

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E poi c’è tanto colore sui muri. A Londra ho trovato il mio regno della street art. Brick Lane è un ottimo punto di partenza per ammirare i capolavori di tanti artisti ma, in generale, l’intera città nasconde meraviglie un po’ ovunque, da questo punto di vista.

Io e mia sorella ci siamo impegnate ad andare alla ricerca di Banksy, ad esempio. Armate di santa pazienza abbiamo camminato su e giù per Londra seguendo una app che in teoria avrebbe dovuto segnalare la posizione delle sue opere. Alla fine di Banksy ne abbiamo trovati solo un paio ma abbiamo scoperto i capolavori di Stik, ROA, Otto Schade e tanti altri. E io non so davvero quante centinaia di foto ho scattato in quei giorni, sarà dura scegliere quelle da pubblicare nel post. 

Il ricordo della mia personalissima Londra sta proprio in questo: nei giorni felici passati insieme alla sorella senza pensare ai chilometri che ci dividevano, negli occhi costantemente all’insù alla ricerca di colori inaspettati sui muri, nel gironzolare tra bancarelle piene di buon cibo e oggettini curiosi, nella scoperta di quartieri insoliti, che ti parano davanti tutto il loro fascino quando meno te lo aspetteresti.

Consiglio: se volete mettervi anche voi alla ricerca di street art seguendo percorsi già testati e non a casaccio come abbiamo fatto noi, date un’occhiata agli itinerari proposti da questo sito.