Il viaggio con la mia migliore amica

Di viaggi con la mia migliore amica ne ho fatti ancora troppo pochi. Abbiamo visto tanti posti insieme, dalla capitale europea al paesino sui colli della Romagna, ma non basta.

In realtà, non è mai abbastanza il tempo che passiamo insieme

La mia migliore amica è il regalo più grande che i miei anni bolognesi da universitaria mi hanno fatto. E nonostante il nostro legame sia nato in età adulta, è come se lei ci fosse sempre stata nella mia vita. Come se mi fosse stata accanto durante le prime feste di compleanno, da bambina, come se avesse condiviso con me anche le piccole gioie e i piccoli dolori del periodo liceale. Impossibile ricordare un periodo senza di lei, perché c’era già prima che ci conoscessimo.

Si diceva dei viaggi. Andare alla scoperta di posti nuovi con lei è fantastico. In viaggio abbiamo tempi diversi: lei si ferma a scattare fotografie a ogni angolo, io procedo più svelta con il timore di non riuscire a vedere tutto quello che ho in programma. La sua filosofia di viaggio e di vita è la calma, la mia è l’ansia. Eppure, siamo riuscite a essere amiche comunque. E probabilmente la nostra diversità di carattere (pur avendo tanto in comune) è sempre stata una delle cose più preziose del nostro rapporto.

A ogni modo, l’itinerario di viaggio si completa sempre e anzi, grazie a lei e al suo straordinario spirito di osservazione e alla sua mania per i dettagli, vedo molto di più di quanto non farei da sola.

dsc05147E ci resta anche tanto tempo per noi due. Che sia il tempo di una sigaretta, passato sedute su una panchina di un parco a chiacchierare del più o del meno, o che sia il tempo per ridere fino alle lacrime di qualsiasi stupidaggine. Lei è tra le pochissime persone con le quali ho condiviso le risate più forti, quelle più spensierate, profonde, di cuore. Non è mai stato necessario inventarsi chissà che per divertirci. Abbiamo riso sempre tanto, insieme. Credo che l’apice lo abbiamo raggiunto a Dublino, quando abbiamo riso senza dire una parola sul taxi che all’alba ci ha portato dall’hotel all’aeroporto. 25 minuti di risa e lacrime senza sosta. 

È da mesi che diciamo di voler programmare un altro viaggio. Ma gli intoppi della vita si mettono sempre in mezzo costringendoci a rimandare. Se adesso partissimo insieme per qualche giorno, sono certa che il tempo per le risate lo troveremmo come al solito; ma, contemporaneamente, crescerebbero anche i momenti di riflessione un po’ meno spensierati, delle considerazioni amare sulla quotidianità che dieci anni fa non avremmo neanche immaginato di fare, sulle difficoltà con le quali due donne di trent’anni (e anche di più, ahia) si devono misurare giorno dopo giorno.

s6000426Mi manca molto, quel tempo solo nostro. Tempo trascorso a parlare del presente ma anche a ricordare cose e persone del passato. Ad “autoironizzarci” e a sfotterci l’una con l’altra. A elencare programmi, progetti, obiettivi e a raccontarci poi di come la vita, in realtà, li abbia un po’ presi in giro quei progetti e quegli obiettivi.

Il viaggio più bello, comunque, io e la mia migliore amica lo abbiamo intrapreso dodici anni fa, quando abbiamo deciso di condividere prima una stanza per tre anni e poi la vita per sempre. E persino la distanza che ci ha tenuto quasi sempre lontane non è mai riuscita a scalfirci perché il tempo per condividere un segreto, un cuttigghio, una risata, un dolore, lo abbiamo trovato sempre. Anzi, non abbiamo mai avuto bisogno di impegnarci per cercarlo.

E vivendo l’una nella quotidianità dell’altra ne abbiamo passate di cotte e di crude. Tante belle e tante meno. E mi spiace constatare che, crescendo, le cose amare aumentino. Ma noi, imperterrite, andiamo avanti insieme sostenendoci, consigliandoci, immedesimandoci.

L’importante, infatti, è che il nostro viaggio non si fermi mai.