Cosa vedere in Slovenia: qualche idea

Niente da fare, io a Est sto troppo bene. E ogni volta fremo per tornarci e scoprirne un pezzettino.

La Slovenia è la giusta prosecuzione del Friuli Venezia Giulia: stessa natura che troneggia indisturbata su tutto il resto, stessi colori, stesso profumo di primavera 12 mesi l’anno. Un paese piccolo piccolo che riserva un numero infinito di meraviglie.

Uno di quei posti in cui più cose vedi e più hai voglia di tornarci. E mi fa davvero piacere vedere come il paese si sia promosso in occasione di Expo 2015 (non mi riferisco solo al padiglione in sé ma anche a tutte le campagne pubblicitarie precedenti) e come continui a farlo (ultimamente mi capita spesso di leggere post e articoli sulla Slovenia, tutte attenzioni più che meritate).

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Lago di Bohinj

Come per il Friuli Venezia Giulia, anche in Slovenia a colpirmi sono sempre e soprattutto i colori: comunque la giri, la Slovenia appare perennemente e costantemente verde.  Boschi, montagne e fiumi sono ovunque. Come si fa a non avvertire il bisogno, almeno un paio di volte l’anno, di scappare in un posto così, un posto dove finalmente puoi imparare davvero cosa significa respirare a pieni polmoni?

Per invogliarvi a farci un salto ho riassunto qui di seguito tutto quello che ho visto finora, fatta eccezione per i miei giorni trascorsi all’interno del Triglav Park, a stretto contatto con i laghi di Bled e Bohinj, dei quali vi ho parlato di recente in un post dedicato.

Da vedere nei dintorni del lago di Bled: Skofja Loka e Kranj

Oltre che sul blog, della mia Pasqua trascorsa all’interno del Triglav Park vi ho già fornito numerose testimonianze anche sui social, specie su Instagram.

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Skofja Loka

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Kranj

La ricchezza della zona, però, oltre a derivare dall’incredibile paesaggio naturale nel quale è immersa, nasce anche dal fascino solitario di alcuni paesini che sembrano usciti dalle favole. In particolare, penso al centro storico di Skofja Loka e a quello di Kranj: piccola, medievale e semideserta la prima, più grande, elegante e un po’ più viva la seconda. Se non fosse stato per il clima instabile e per il fatto che le ho visitate in un giorno festivo avrei pensato che fossero due città quasi abbandonate. E chissà come mai questa è la sensazione che provo quasi sempre durante le mie peregrinazioni invernali a Est. Ma questo aspetto, probabilmente, è ciò che più di tutto contribuisce al loro fascino. E che riesce a trasformare in piccole opere d’arte le coloratissime vie centrali di Kranj (sulle quali si aprono piazze ancora più colorate) e il profilo irregolare di Skofja Loka con tanto di campanile affacciato sul fiume e castello che domina dall’alto.

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Skofja Loka

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Kranj

Piccoli mondi simili fra loro e avvolti nel mistero. Piccoli mondi in cui, nei giorni di festa, gli usci restano chiusi e il tempo sembra essersi fermato. All’epoca del sommo poeta France Prešeren, probabilmente; o al 1200 dei vescovi di Freising.

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Kranj

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Skofja Loka

L’itinerario storico di Caporetto

Un bella scorpacciata di natura e cultura insieme, prima ancora che ai laghi di Bled e Bohinj, io l’ho fatta con alcune ore di camminata lungo l’itinerario storico di Caporetto, a poca distanza dal confine. A parte imparare diverse cose sulle sorti dei nostri eserciti in guerra e godere di uno dei paesaggi più belli di tutta la zona, ci si rende conto di quanto sia forte la cultura della memoria e di quanto debba essere stato forte il dolore, da queste parti. Anche la Slovenia, come il Friuli Venezia Giulia, infatti, è disseminata di sacrari, cappelle commemorative e monumenti ai caduti.

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Panorama da Caporetto

Il Castello di Predjama e le Grotte di Postumia

E non è finita qui. Pur essendo un paese piccolo piccolo riserva un numero spropositato di cose da vedere. 

Io, ad esempio, tra le cose che ho visto finora non mi sono fatta mancare né le grotte di Postumia (spettacolari), né il particolarissimo Castello di Predjama poco distante. Non ne troverete tanti simili in giro: è letteralmente incastonato nella roccia. E, oltre a essere un gioiello in sé, è immerso in un panorama naturale mozzafiato.

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Castello di Predjama

L’Ospedale Partigiano Franja

Altra chicca, l’Ospedale Partigiano Franja: un gruppetto di piccole baracche di legno che, durante la Seconda Guerra Mondiale, ha accolto e curato centinaia di feriti e che oggi è diventato un museo.

Franja è il nome della dott.ssa super cazzuta che per anni lo ha gestito. Come abbiano fatto, all’epoca, a trasportare i feriti fin là non lo so, visto che è nascosto in mezzo a un sentiero di montagna che non deve essere sempre facilmente praticabile (io e le mie agilissime scarpe da tennis abbiamo rischiato di scivolare almeno un paio di volte solo per qualche goccia d’acqua per terra, figuriamoci). 

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Ospedale Partigiano Franja

Ljubljana

Un bella sorpresa, poi, è stata Ljubljana, piccola e frizzante capitale da girare tutta a piedi, piena di cose da vedere: dalla piazza principale con quella chiesa rosa impossibile da non notare e con il triplice ponte (anche lui difficile da ignorare) al lungofiume tempestato di bar e locali pieni di giovincelli, fino alle stradine che circondano le vie centrali e che nascondono piccole piazze eleganti e palazzi coloratissimi.

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Ljubljana

Pirano

La Slovenia, poi, non si fa mancare neanche il mare; e non si accontenta di un mare qualsiasi, ma di uno dei più belli che esistano al mondo, quello limpido e azzurro che bagna le coste dell’Istria. E le città sono delle piccole perle, come Pirano che, per stile, ricorda un po’ Taormina: una posto da vivere 24 ore su 24 tra spiaggia, passeggiate nel piccolo centro pieno di boutique e tanto buon cibo da assaggiare (sul cibo, per ora, non aggiungo altro. Se dovessi parlare della mia passione per i piatti dell’Est non finiremmo più). 

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Pirano

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Pirano

Dato che di Balcani ho sempre voglia e dato che mi mancano ancora un sacco di cose da vedere, la Slovenia continuerà anche in futuro a essere protagonista dei miei on the road. E a questo punto so già che, ogni volta che andrò da quelle parti, mi tornerà una voglia matta di rivedere Belgrado e di spingermi anche a Novi Sad, Sarajevo, Mostar, scendere fino a Dubrovnik e risalire lungo tutta la Croazia e le sue splendide isolette. Anzi, magari, prima di risalire, un salto in Montenegro a vedere Kotor lo faccio. E poi, scusate ma, visto che sarò lì, posso mica pentirmi per l’Albania, no?