Dove vivere a Bologna (prima parte)

Tenetevi pronti: dopo la prima sviolinata dedicata a Bologna, che scrissi qualche mese fa, eccone un’altra in arrivo. Ma stavolta entrerò un po’ più nel concreto.

Dunque, vi ho già ampiamente raccontato di quanto la mia città (“mia” sia nel senso che adesso ci vivo e sia perché, in effetti, la sento davvero mia) sia bella da vivere e da girare a piedi.

Ovviamente, come in tutti i posti, ci sono zone più godibili e altre che lo sono un po’ meno. A Bologna, però, le zone fighe sono davvero tante, e non si limitano al perimetro del centro storico (mi sembra di avervi già detto anche che non mi dispiacerebbe affatto vivere in centro, prima o poi) . E io, che per la seconda volta ho scelto di abitare in un quartiere comodo ma non proprio caratteristico, non posso che invidiare chi abita tra portici e palazzine colorate.

Fatta questa premessa, il cui succo si può semplificare nel concetto “Bologna è tutta bella”, non mi resta che raccontare alcune delle zone nelle quali preferisco perdermi, fotografare, ammirare.

Piazza Santo Stefano

Piazza Santo Stefano è la mia piazza preferita da sempre, e non è solo una questione di estetica. Fantastica a tutte le ore del giorno e della notte, sia quando c’è il mercatino vintage della domenica mattina e sia quando risuona delle chiacchiere di quei pochi seduti lungo i marciapiedi che amano godersela anche durante le sere invernali. Io davvero non so quanti chili di confidenze abbia fatto, tra le braccia di quella piazza. Quante volte abbia poggiato le chiappette su quelle pietre, quante foto abbia scattato, quante sigarette abbia fumato gustandomela con gli occhi. Quante serate siano finite lì, semplicemente a raccontarsela tra quei portici e quei sampietrini. Ed è proprio il popolo della sera quello che mi affascina di più. Probabilmente, chi sceglie Piazza Santo Stefano per le sue chiacchiere di fine giornata lo fa perché si sente protetto, quel posto ti dà infatti la sensazione che lì non possa mai accadere niente di male. Pur essendo a pochi passi dall’allegria e dal passeggio di negozi e locali centrali, piazza Santo Stefano ti costruisce attorno un involucro rassicurante, ti immerge in un’atmosfera quasi intima, e finisce per essere un luogo che fai presto a sentire solo tuo anche quando sei circondato da altri. Ecco, se io cambiassi casa adesso, piazza Santo Stefano è il panorama che vorrei trovarmi davanti aprendo le finestre.

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Tra via Santo Stefano e via Castiglione

Ma non c’è solo la piazza. In realtà a essere figo è l’intero quartiere tra via Santo Stefano e via Castiglione, due vie che non mi stancherò mai di percorrere. Entrambe partono dal cuore vibrante delle due Torri e conducono, man mano che ci si allontana dal centro, in un’oasi di pace, portici e casette colorate. Ecco, per me, questa zona fa tanto Bologna; non le manca niente, compresi i monumenti, i palazzi storici e le piazzette nascoste. Vivere qui deve essere un’autentica figata. Per non parlare del fatto che se percorri queste due vie fino alla fine, arrivi ai Giardini Margherita, uno dei miei polmoni verdi preferiti, un altro posto da quattro stagioni.

Quartiere Saragozza

A proposito di polmoni, mi sposto a ovest, nella Bologna figa del quartiere Saragozza. Questa zona è figa nel senso letterale del termine, considerate quelle popo’ di ville che ci sono. E praticamente sei già sui colli, cosa che noti sia con gli occhi e sia con il naso: arrivi in quella zona e ti sembra infatti di respirare in un bosco. A parte che un piccolo bosco lì c’è sul serio, ed è il Parco di villa Spada, posto che sconoscevo fino a qualche settimana fa. Ecco, l’oasi di tranquillità qui diviene totale: lontano da locali e negozi, questo è il quartiere di chi può permettersi di vivere nel verde e fuori dal caos, tanto il centro dista solo poche fermate di bus. E poi, qui approdano i coraggiosi in vena di pellegrinaggi: da quella meraviglia architettonica che è l’arco del Meloncello partono infatti i portici che conducono a San Luca, che sono i più lunghi del mondo. La gente se li fa a piedi, io devo ancora trovare il coraggio di farlo. Ma lo farò, promesso.

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Azzo Gardino

Scendiamo dall’olimpo dei quartieri dove la vedo dura che prima o poi riuscirò a permettermi una casa e torniamo un po’ più tra i comuni mortali, in una zona completamente diversa: via Azzo Gardino. A questo posto sono legata sentimentalmente, visto che lì si trova il Dipartimento di Comunicazione dove mi sono laureata. Per due anni e mezzo, quindi, ci sono andata quasi tutti i santi giorni. Dieci anni fa, però, non era come è oggi. Era una zona dalla quale, esclusi gli orari delle lezioni, era meglio tenersi lontani. Oggi è fighissima. La percorri e ti sembra di entrare in un altro mondo. Ti sembra di passeggiare lungo un piccolo set cinematografico circondato da palazzi colorati e parchetti puliti. E poi c’è il centro sociale, il ritrovo del Cavaticcio e il calendario zeppo di eventi della Cineteca. E ci sono anche dei nuovi uffici dell’università con una sala studio aperta anche nel weekend che all’epoca mi avrebbe fatto tanto comodo. È una via piccola ma, da studenti, si potrebbe praticamente vivere lì e non spostarsi affatto lungo l’arco della giornata.

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Ma non finisce qui! Posti fighi da vivere a Bologna ce ne sono a bizzeffe. Non a caso, all’argomento ho successivamente dedicato un altro post dal titolo Dove vivere a Bologna (parte 2)