Siracusa e dintorni: a Sud del Sud

Della Sicilia e del legame (a volte un po’ controverso) che ci unisce ho già parlato qualche tempo fa

Vi avverto: probabilmente questa sarà solo una delle tante volte in cui scriverò della mia terra d’origine. E il motivo è il seguente: mentre di mafia, politica, ponti che nascono e viadotti che crollano se ne sentono e se ne leggono di continuo, ho l’impressione che delle sue straordinarie bellezze se ne parli invece troppo poco, forse anche perché la Sicilia non è sempre brava a vendersi. 

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Quando qualcuno mi chiede cosa visitare durante una vacanza in Sicilia entro quasi in confusione: come fai a prediligere un itinerario invece di un altro all’interno di una regione dove a ogni chilometro c’è qualcosa da ammirare? Che sia un borgo, che sia una spiaggia, che sia una riserva naturale, che sia un reperto risalente a secoli e secoli fa. Quindi la risposta migliore a quella domanda è: prendi una macchina e giratela tutta. Tanto, ovunque vai, stai sereno che non sbagli.

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Oppure, dovendo scegliere per forza perché il tempo a disposizione non è tanto, un’idea potrebbe essere quella di dirigersi a sud del sud, ossia verso Siracusa e la sua straordinaria provincia. Un territorio che racchiude in sé tutto quello che generalmente si cerca durante un viaggio: il mare cristallino, le spiagge bianche, le oasi verdi, le città-gioiellino, la storia e l’archeologia. Una Grecia in miniatura, insomma.

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Quando vado in quella zona tiro sempre un sospiro di sollievo. Perché mi sembra che sia tenuta meglio rispetto, ad esempio, a Catania. Sembra più valorizzata o, quantomeno, meno aggredita. Più pulita. Più rispettata. Sembrano luoghi più consapevoli del loro repertorio naturale e culturale rispetto alle altre perle siciliane.

Credo di essere così affezionata al territorio di Siracusa e dintorni anche perché racchiude in sé i tanti aspetti della Sicilia che lì sono certa di ritrovare ogni volta: la Sicilia più selvaggia, come la natura chilometrica che circonda la piccola spiaggia di Calamosche, all’interno della riserva naturale di Vendicari; la Sicilia arcaica, come quella che è ancora possibile vedere in paesini come Marzamemi dove, se non fosse per le centinaia di turisti che d’estate affollano la piazzetta principale e i vicolini del centro, ti sembrerebbe di aver fatto un viaggio nel tempo; la Sicilia dove sono passati tutti e hanno lasciato evidenti tracce come, ad esempio, il Parco Archeologico della Neapolis di Siracusa.

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E, ancora, la Sicilia del Barocco di Noto, la Sicilia delle stradine bianche di Ortigia che si affacciano su uno dei mari più belli che ci siano, la Sicilia che, specialmente nel centro di Siracusa, diventa un vero e proprio museo a cielo aperto. Per non parlare del litorale con la sua sabbia finissima e l’acqua del mare sempre trasparente. E il sole estivo che scalda senza pietà. E per non parlare anche del fatto che spesso, per raggiungere i posti più belli, bisogna percorrere in auto chilometri e chilometri di trazzere sperdute con il dubbio che conducano alla fine del mondo. Ma anche questo impreziosisce il viaggio restituendo autenticità. E finisci per apprezzare ogni sentiero.

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