Un paio di motivi per visitare Colonia

Indovinate dove vi porto oggi? Ancora una volta in Germania, paese che non mi stancherò mai di girare. Anzi, ora che mi ci fate pensare, visto che è da un po’ che non ci vado, direi che è giunta l’ora di spulciare le offerte di Ryanair &co e di programmare un nuovo viaggio.

Colonia è stata una sorpresa. Preferita ad Amburgo (con la quale ho rinviato l’appuntamento solo di un anno, come leggete qui) quasi per caso (ma visto che noi non siamo golosi per niente, probabilmente ha influito sulla scelta la prospettiva di visitare lo Schokoladenmuseum), la capitale della Renania ci ha riservato una Pasqua assolata, vivace e luminosa.

La prima sorpresa è stato rendersi conto di quanto fossero vicini la stazione centrale e il Duomo, che si trovano praticamente nello stesso piazzale. All’epoca la cosa mi aveva colpito perché nelle altre città tedesche visitate (ma in realtà un po’ ovunque), la stazione dista dal centro storico almeno un paio di fermate con i mezzi; e, tra l’altro, il quartiere della stazione di solito non brilla certo per eleganza. Nel caso di Colonia, invece, scendi dal treno e ti ritrovi già immerso nel fascino.

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Altra felice scoperta: l’hotel. Per la prima volta in vita mia avevo beccato una super offerta su booking.com per un tre stelle a pochi metri dal Duomo. Affare imperdibile visto che solitamente mi abbandono al lusso sfrenato degli ostelli o dei B&b a due stelle massimo, purché in centro. Bene, arrivati lì, il nostro hotel non aveva più camere libere. Proprio mentre cominciavo a sentire arrivare alle mie spalle la minaccia incombente di una grandissima fregatura siamo stati dirottati al Cristall, l’albergo a fianco, stesso numero di stelle e stesso trattamento. Ricca colazione continentale a buffet, bagno grande privato, camera dotata di tutti i confort, compresa la tv e una poltrona tigrata. Evviva. Per una volta tanto ce la siamo scialata.

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Altra sorpresa: la vita! Va bene che era aprile e il tempo era stupendo ma, a differenza di altri posti tedeschi, a Colonia c’è vita. Di giorno come di sera. Innanzitutto, come tutti (o quasi) i posti attraversati da un corso d’acqua, i quartieri che si sviluppano lungo il fiume brulicano di punti di ritrovo, giardini e gente che passeggia o che rimane accoccolata sulle panchine o per terra a chiacchierare e prendere il sole. E probabilmente questo contribuisce all’immagine di una città dall’aspetto giovane, amichevole, aperto, sveglio.

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Poi, oltre alle birrerie sparse qua e là nei dintorni del Duomo, la vita notturna prende piede nella zona di Rudolphplatz, non proprio centralissima ma fitta fitta di localini e gente allegra di qualsiasi età che passeggia e sbevazza in compagnia. E a proposito del bere, ecco cosa mi ha colpito: le dimensioni dei bicchieri di Kölsch, la birra tipica di Colonia. Quando ordini al bar o in osteria, se non specifichi niente, ti portano il bicchiere (bicchierino, va!) da 0,2. Certo, poi continuano a riempirtelo finché non ti alzi e te ne vai ma lo sforzo di sembrare delicati lì lo fanno. Altra cosa che in Germania non avevo ancora mai visto.  

E poi, Colonia è piena di colori: te ne accorgi semplicemente passeggiando lungo il Leystapel, sulla riva del Reno, o esplorando il quartiere bohémien e multietnico di Agnesviertel, a nord del Duomo, dove, con mia somma gioia, abbiamo beccato un mercatino in cui tutti vendevano di tutto.

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E, un po’ ovunque, opere della mia amata street art che ti salutano dai muri di tutta la città. E, a proposito di colori: dopo una pausa relax in una spiaggietta nel Parco del Reno, siccome ci piace essere originali, non ci siamo fatti mancare neanche un’allegra passeggiata tra le 200.000 tombe del Melaten, il cimitero storico di Colonia. Atmosfera funerea a parte, basta dimenticare di essere in un cimitero e godersi la primavera scoppiettante tra alberi e cespugli in fiore. Se ci andate, pensatelo come un parco.

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E poi c’è lui, il posto dove credo di aver lasciato litri di bave: il Museo della Cioccolata! Contrariamente a quanto pensassi, lì dentro ci si diverte a cinque come a trent’anni. Solo una cosa: non aspettatevi quintali di assaggi gratis. Entrateci piuttosto con l’idea di scoprire qualcosa in più su uno degli alimenti che da sempre ci rende più felici, compresa la sua storia, i suoi utilizzi, le piante da cui deriva e, sempre per mia somma gioia, le coloratissime campagne pubblicitarie utilizzate negli anni dalle principali aziende produttrici.

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E poi, una volta che ci siamo fatti prendere dal piacere delle camminate, abbiamo esplorato la città in lungo e in largo, passando per zone che non avevamo messo in conto di visitare ma, grazie alle quali, siamo riusciti a farci un’idea della Colonia di tutti i giorni, quella che vive, dorme e lavora al di fuori dai soliti itinerari turistici.

Ma soprattutto, Colonia per me rappresenta i primi passi all’estero fatti insieme a Lui. Dopo la capitale della Renania di posti ne abbiamo visti tantissimi. Ne vediamo di nuovi ogni giorno, perché riusciamo a esplorare tante cose anche senza dover prendere un aereo, anche senza doverci necessariamente allontanare troppo da casa. Semplicemente perché, insieme, il piacere della scoperta è ancora più forte. E non è mai banale guardare in due le stesse cose che fino a quel momento avevi guardato distrattamente da solo. E di viaggi in programma ne abbiamo ancora tanti, forse troppi. Ma una cosa posso dirla: mai nessuno di questi sarà tanto bello, ricco e indimenticabile quanto quello che abbiamo deciso di intraprendere insieme, esattamente tre anni fa.

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