Una giornata alle Gole dell’Alcantara

Da qualche tempo ho riscoperto il piacere di girare la Sicilia. Negli ultimi anni, infatti, ero stata così tanto presa dalla curiosità per questa o quella destinazione lontana che avevo perso l’interesse per le bellezze di casa mia. Certo, in mezzo ci si mette il fatto che, a esclusione di qualche weekend fugace nel corso dell’anno, in Sicilia ci vado soprattutto d’estate, quando è invasa dai turisti e non è semplice girare (e posteggiare, soprattutto). Per non parlare del fatto che, per girare la Sicilia come si deve, è necessaria l’auto perché spostarsi con treni e bus è quasi impensabile (e aggiungerei stressante).

20160822_104816E così, dopo l’esperienza a quota 2500 metri sull’Etna fatta per la prima volta l’anno scorso, quest’anno mi sono concessa un altro posto indimenticabile: le Gole dell’Alcantara, poco distanti da Taormina e Giardini Naxos. Un posto che dicevo di voler vedere da anni ma che ancora, nonostante si trovi a soli 40 minuti di macchina dalla mia casa sicula, non conoscevo. 

Ve lo racconto non solo perché spero che qualcuno di voi metta le Gole in programma qualora avesse in previsione un viaggio estivo nella Sicilia orientale, ma anche perché, e questo resterà nella storia (quantomeno nella mia), quel giorno ho dato prova di un coraggio mai visto. Inaudito, inaspettato. Proprio così: uno dei motivi per i quali non avevo mai preso troppo sul serio una visita alle Gole dell’Alcantara erano le tante voci che mi erano giunte all’orecchio circa la temperatura gelida dell’acqua. Per vostra informazione, io riesco a fare il bagno solo in agosto, quando l’acqua del mare è un brodo. Un paio di eccezioni me le sono concesse a giugno, quando mi sono lasciata tentare dalle acque cristalline di Sistiana, in Friuli Venezia Giulia. Ma non è stato facile, ve l’assicuro, e ci ho messo almeno venti minuti per tuffarmi.

Figuratevi quindi quanti brividi mi dava l’idea delle acque gelide di un fiume che nasce tra i Nebrodi e scorre tra pareti laviche e basaltiche prima di gettarsi nello Ionio. Un fiume nel quale, mi si diceva, si possono a stento infilare la caviglie prima di cominciare ad avvertire la sensazione che i piedi si stiano staccando dalle gambe per andarsene per i fatti loro. E se ad agosto, sotto il sole siculo, non puoi bagnarti, addio.

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Alla fine, però, ce l’ho fatta. Anche più di quanto avessi preventivato. Ovviamente non mi sono regalata ore e ore di nuotate e immersioni. Però nell’acqua gelida (8°) ci ho infilato le caviglie e ci ho anche camminato un po’ sfidando la corrente impetuosa e i massi scivolosi sul fondo.

Ma non solo. Infatti, quel giorno ho avuto la “fortuna” di avere due accompagnatori decisamente più impavidi di me che non si sono di certo accontentati di attraversare decine di volte il letto del fiume (un paio di metri) da una riva all’altra, sotto il sole. Decisamente no. La loro brillante proposta è stata quella di partecipare a una delle tante attività organizzate all’interno del Parco dell’Alcantara per bambini e adulti: il trekking fluviale.

E così, bardati di salopette ingombrante e scarponcini di gomma ci siamo lanciati, noi e una ventina di temerari, nell’esplorazione del fiume tra scivoloni, foto imbarazzanti (scattate dalla guida), imbranataggini più totali e soprattutto tanta, tanta goffaggine. Tutto questo fino all’entrata vera e propria delle Gole, un posto a dir poco spettacolare, dove l’acqua si alza e ti arriva al petto. E tanti cari saluti alla salopette ingombrante che, anche se ti rimane addosso, ormai non può più proteggerti dall’acqua di otto gradi che ti è entrata ovunque e scorre a stretto contatto con la tua pancia. 

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Però sapete che vi dico? Che anche se per almeno un paio di secondi mi sono vista passare tutta la vita davanti (e forse ho pensato anche che la stessi terminando lì), ne è valsa veramente la pena.

L’Alcantara sarà anche gelido ma dopo un po’ impari a sopportarlo. E l’idea di camminarci dentro, riuscendo anche a essere più forte della corrente, è elettrizzante. Oltre che molto divertente, specie se lo si fa assieme a un gruppo di persone che non si prendono troppo sul serio.

E, a parte questo, lo scenario che ti trovi davanti agli occhi è unico: lo sguardo non può fare a meno di rimbalzare felice tra il verde della fitta vegetazione che circonda le Gole, il bianco del piccolo canyon di roccia, e il blu delle acque del fiume. 

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E subito pensi a quanto sia assurdo il fatto di non averlo mai visto prima, questo posto. A quanto sia ricca la natura e a quanto poco le basti per regalarci una giornata insolita e divertirci. A quante altre meraviglie ci saranno, in Sicilia, che ancora non conosco.

Tra l’altro, se l’idea di una passeggiata fluviale non vi attrae, sappiate che potete andare alle Gole dell’Alcantara anche solo per prendere il sole nelle spiaggette sulla riva del fiume, fare un picnic immersi nella natura o, ancora, seguire un itinerario nel verde per scoprire le tante specie vegetali che popolano il parco (fichi d’india compresi).

Per il prossimo anno i miei due impavidi accompagnatori, esaltati dalla giornata trascorsa, hanno proposto di tornare alle Gole per provare il body rafting, cioè questa cosa qui. Secondo voi quale è stata la mia risposta?

NB: le foto presenti in questo post sono tutte mie a eccezione di quella in evidenza, che è tratta dalla gallery del sito www.golealcantara.it