Dove vivere a Bologna (parte 2)

20161122_091238Innanzitutto, se avete perso la prima parte del discorso che sto per affrontare vi consiglio di andare a recuperarla dando un’occhiata al post Dove vivere a Bologna (prima parte).

Detto questo, per me l’autunno è sempre stata una stagione insignificante. Una parentesi inutile tra la spensieratezza delle vacanze estive e la depressione dell’arrivo dell’inverno. Tre mesi veloci, incolori e assolutamente non degni di nota.

Quest’anno, però, mi sono ricreduta. L’autunno bolognese mi è sembrato fantastico. Un tripudio di sfumature. Probabilmente, il fatto di abitare vicino a un parco ha contribuito parecchio mostrandomi quello che questa stagione “insignificante” è capace di fare. Una tavolozza irripetibile di colori tra foglie cadute, foglie tenaci ancora aggrappate ai loro rami, tappeti di erba che ostinatamente continuano a crescere. Non si direbbe, ma in qualche modo anche l’autunno ha la sua fioritura.

E Bologna, ancora una volta, si conferma una sorpresa, da qualunque lato la guardi. Alcuni giorni fa l’ho rivista, dopo anni, sotto il fascino della nebbia della sera, scalfita dalle prime lucine natalizie.

Sono tanti i quartieri della mia città belli da vivere a partire dal mio, il quartiere Mazzini.

Mazzini

È il quartiere che chiamo casa per la seconda volta, quello dove avevo abitato anche ai tempi dell’università. E ho voluto ritornarci perché, pur essendo fuori le mura, qui non mi manca niente. Il quartiere dove posso sentirmi al centro di tutto: a poca distanza dai colli, la cui presenza si fa sentire nell’aria limpida che giunge fino al mio terzo piano anche in estate, e a quindici minuti in bus dalle due Torri. In mezzo, viali alberati, case signorili e poi, soprattutto, lui: il mio amato parco Lunetta Gamberini. Il mio polmone pulito, l’oasi felice per le mie camminate, il mio raccoglitore di riflessioni solitarie. Un quartiere tranquillo e piacevole da passeggiare; non a caso, nel weekend, da qui spesso raggiungo il centro a piedi.

20161122_091449

20161025_111410

Murri

Da Mazzini all’eleganza del quartiere Murri è un attimo: e qui i colli sono proprio vicini, ti sembra quasi di poterli toccare. L’aria cambia, sembra quasi di stare già in campagna. O in un bosco. Certo, bus e auto passano. Ma, credetemi, rispetto al centro (e comunque, a differenza di Milano, a Bologna non ti senti mai soffocare nello smog), in zona Murri ti sembra di respirare dentro una foresta. E, per la tua voglia di sognare, ci sono le villette nascoste dagli alberi lungo le stradine laterali che salgono verso i colli.

Ghetto Ebraico

Facciamo un giro in centro. Qui le zone belle belle sono tante anche se non tutte vivibili. Un’eccezione la fa l’area dell’ex Ghetto Ebraico: abbracciato a via Zamboni e compresso dietro via Rizzoli, il piccolo quartiere rappresenta un paradiso suggestivo di silenzio e tranquillità in pieno centro, sabato sera compreso. E qui ci vivrei, eccome. Un trapezio irregolare di vicolini, casette colorate, soffitti di legno che raccontano la storia antica di una comunità racchiusa tra quattro mura e qualche ingresso.

schermata-2016-11-28-alle-10-03-24

schermata-2016-11-28-alle-10-02-57

San Vitale e Strada Maggiore

E, ancora, spostiamoci sotto le Torri, dai cui lati partono due delle arterie principali che ricongiungono il cuore di Bologna ai viali (e alle rispettive porte): via San Vitale e Strada Maggiore. Anche qui sei in pieno centro ma quasi non te ne accorgi tanta è la tranquillità che regna sovrana. Due vie che hanno tutto: i portici, i colori, i negozi di artigianato e accessori vintage, la prima; i portici, i colori, la sciccheria della Corte degli Isolani, il Natale di Santa Lucia, la seconda. A collegarle, un dedalo di viuzze tutte uguali, con i palazzi vecchi in stile bolognese che tanto amo, qua e là bar, trattorie e qualche piadineria. Perché comunque, per quanto si stia tranquilli, sei pur sempre in centro, e i posti dove riempire la pancia a tutte le ore del giorno non possono mancare.

E quella che respiri in queste zone di Bologna è la vera vita di quartiere. Ti ritrovi proiettato nella quotidianità degli studenti, delle vecchine che si incontrano per strada e si fermano a fare due chiacchiere, dei negozietti di frutta e verdura, delle piccole librerie che espongono sul marciapiede i libri più economici, delle insegne in legno di una volta. Rischi di dimenticarti di essere al Nord, nel centro storico di una delle città più smart di Italia, una di quelle in cui passano tutti e in cui tutti vorrebbero stare.

20160425_185011

San Felice

E, infine, un altro microcosmo: quello di via San Felice, anche lui centrale ma separato solo da una porta dalla prima periferia. Altro quartiere che sembra un modo a parte, un paesino in cui tutti si conoscono e in cui la vita pare svolgersi sempre tra le stesse quattro vie. Altra zona di vicolini stretti, muri colorati, piccoli bar. E poi, basta svoltare l’angolo per ritrovarsi nell’euforia del Pratello, tra birre e osterie, tra chiacchiere e incontri.

schermata-2016-11-28-alle-10-04-44

E insomma, anche questa è la Bologna che ho ritrovato. Quella che più mi piace, quella che sento tanto casa. Quella che adesso non vorrei mai più lasciare.