L’atmosfera dei mercatini di Natale

img_0428

Non sono mai stata una fan sfegatata del Natale. Chi lo sa, forse il mio mancato entusiasmo ha origini lontane: da bambina, infatti, cadendo il mio compleanno una settimana prima del 25 dicembre, ci restavo troppo male quando mi dicevano che avrei ricevuto un regalo unico per entrambe le occasioni. O forse, il mio scazzo deriva dal fatto che, sempre da bambina, ho scoperto troppo presto che Babbo Natale non esiste, quando ho sentito mia madre dire che i regali ce li avrebbe portati Babbo Natale e mio padre sostenere invece che li avrebbe portati Gesù Bambino. Capite bene quanto poco ci metta l’incanto a svanire di fronte a una tale indecisione.

Comunque, di certo una certa sensibilità nei confronti del Natale non mi è mai mancata: quella legata ai giorni di vacanza. Tolto questo, direi che non mi hanno mai esaltato i regali (soprattutto farli), gli incontri quasi forzati organizzati per scambiarseli (dopo che per un anno intero non ci si è calcolati), i petardi sparati per strada a tutte le ore del giorno e della notte, le citrosodine prese dopo quintali di cene e pranzi devastanti.

Però non voglio essere troppo negativa: ammetto di aver quasi sempre ricevuto regali belli, in fondo mi fa piacere che si creino occasioni per rivedere gli affetti, e le super mangiate natalizie mi garbano assai assai. I petardi, scusate, mi fanno davvero schifo e non riesco a salvarli.

Ma c’è una cosa che, da alcuni anni a questa parte, ha fatto schizzare la mia voglia di Natale alle stelle. Avrete già capito di cosa sto parlando, non è una novità visto che, come di consuetudine, se ne parla già da almeno un paio di settimane: i mercatini di Natale!

s6002809

Allora, io vado già abbastanza in visibilio per i mercatini classici, quella della domenica, o del sabato, pieni di ogni tipo di cianfrusaglie per la casa, vestiti, accessori vintage, roba etnica, frutta e verdura. Quelli che si tengono in ogni città e paesino del mondo, per intenderci. Figuriamoci se parliamo di file e file di casette di legno super luccicose dove, oltre ai soliti oggettini inutilini, è possibile trovare valanghe di salsicce, arrosti, dolci e cioccolata di tutte le forme e dimensioni e litri di Glühwein e punch bollenti.

Io, i miei primi mercatini, li ho visti tempo fa in Germania (ovviamente) e, per diversi anni, sono stata tanto fortunata da riuscire a vederli ogni anno anche in città diverse.

s6002839

img_0422

E lo so che anche in Italia ce ne sono tanti; ma, perdonatemi: a esclusione di quelli del Trentino Alto Adige, che non ho ancora mai visitato ma spero di farlo presto, i mercatini del nostro paese non sono esattamente uguali a quelli tedeschi e austriaci. Quanto meno, quelli che ho girato io. Immagino che siano fighissimi anche quelli di Bruges, di Strasburgo, di Praga. Piano piano li vedrò tutti, tranquilli! Peccato che il Natale capiti solo una volta l’anno, eh?

Ma torniamo ai Weihnachtsmärkte tedeschi-austriaci che amo tanto. La prima volta che li ho visti è stato in una città (Francoforte) dove avevo scelto di andare proprio per loro. Li ho girati in lungo e in largo, a qualsiasi ora del giorno, del pomeriggio e della sera, fino alla chiusura. Incurante degli orari e di qualsiasi lamentela da parte del mio stomaco, ogni ora circa mi fermavo per alternare le pause Glühwein a quelle Bratwurst e a quelle Schokoladenfrüchte (non per giustificarmi, ma capite bene che faceva abbastanza freddo e necessitavo di calorie). Quando non ero intenta a mangiare o a bere mi godevo l’atmosfera osservando la gente che, in piedi, si riuniva attorno ai tavolini di legno per fare due chiacchiere, assaporando sia l’odore intenso della brace e della carne e sia quello speziato del vino. E la cannella, sempre e ovunque.

s6002772

img_0419

E da quel momento, ogni volta che nel mese di dicembre riesco a partire, in cima alla lista delle mie tappe obbligate ci sono loro, i mercatini di Natale, quelli del centro città così come quelli più defilati. Perché mi piace associare la mia idea del Natale a quei profumi, a quelle luci, a quel calore. A quell’atmosfera che ti comunica quanto è bello riuscire a godersi la propria città all’aperto anche in inverno e quanto è bello stare insieme. E quanto poco basti per stare bene insieme. Una tazza bollente tra le mani, un tavolino di legno e tante cose da raccontarsi. Un’atmosfera che sa di bambini felici a spasso con i genitori, di appuntamenti con gli amici dopo il lavoro, di famiglia e di allegria. Semplicemente, del bello di ritrovarsi. Ecco, allora forse il Natale è veramente sinonimo di gioia come lo dipingono!

E ora tocca a voi: chi mi consiglia i prossimi mercatini di Natale da visitare?