Vivere a Budapest

Al di fuori degli itinerari di viaggio e di alcune recenti questioni legate all’attualità, dell’Ungheria si sente parlare poco. O meglio, capita raramente di sentir qualcuno (non ungherese) raccontare di come si viva lì, in un paese profondamente diverso dal nostro in quanto a storia, radici e mentalità. Per non parlare del fatto che, molto probabilmente, all’interno del paese non si vive ovunque allo stesso modo ma esistono forti differenze tra la capitale e le altre città.

Per questo motivo (oltre che per la curiosità che farà presto di Budapest una delle mie prossime mete) ho fatto qualche domanda a Giulia, autrice del blog Viaggiare con gli Occhiali, che vive e lavora nella splendida capitale ungherese già da qualche anno.

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Basilica di Santo Stefano

Di cosa ti occupi a Budapest?

Ho lavorato in una grande multinazionale per più di due anni, nel settore customer care. Dopo questa (dis)avventura ho detto basta, il lavoro era veramente alienante e poco soddisfacente, nonostante gli stipendi fossero alti per gli standard ungheresi. Adesso mi occupo del marketing in una start-up. La paga e i benefit sono sicuramente minori, ma l’ambiente è più “umano”.

Come mai hai scelto di vivere lì?

In realtà, è stata una scelta abbastanza casuale. Ero appena tornata da uno scambio universitario in Germania e già scalpitavo per ripartire. Ho iniziato a mandare il curriculum in giro per l’Europa quasi a tempo perso e mi hanno assunta a Budapest in pochissimi giorni. Nonostante avessi ancora qualche esame da dare all’università e metà tesi pronta, ho deciso di partire.

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Trasferirsi all’estero significa anche saper essere flessibili

Come è stato il tuo impatto con la popolazione ungherese, con il loro modo di pensare e il loro stile di vita?

Sarò sincera: non ho molti amici ungheresi, a parte gli ex colleghi o gli amici del mio compagno. Il perché lo approfondirò nella prossima domanda. Purtroppo gli ungheresi non sono proprio le persone più aperte del mondo in fatto di amicizie.

C’è qualcosa dell’Ungheria e degli ungheresi che non ti piace e nella quale non ti ritrovi affatto?

La loro incredibile chiusura mentale, che raggiunge livelli impossibili anche solo da pensare. Sono diffidenti, sospettosi e anche un po’ razzisti. Ovviamente non tutti, fortunatamente in questi anni ho conosciuto anche diverse persone fantastiche, ma facendo un bilancio queste ultime sono in minoranza.

Dell’Ungheria in generale la cosa che mi piace di meno è l’assenza del mare, non scherzo! Per me, nata e cresciuta a neanche 20 minuti dalla spiaggia, è una sofferenza immensa.

Com’è la vita di un espatriato in Ungheria? C’è qualcosa del tuo paese che ti manca?

Tutto sommato la vita qui non è male. Nonostante i prezzi stiano salendo notevolmente, Budapest rimane comunque una città low-cost. Con circa 800 euro al mese netti puoi viverci tranquillamente, senza dover arrivare a fine mese con l’acqua alla gola. Budapest è ben collegata, i mezzi funzionano benissimo, penso di non aver mai impiegato più di 20-30 minuti per raggiungere qualsiasi posto in città. Per i giovani, poi, è una città perfetta: movida, divertimento e alcol a buon mercato. Al di fuori di Budapest, purtroppo la vita non è meravigliosa. I salari sono bassi (e parliamo di 350€ al mese) e i servizi scarsi. Ecco perché la maggior parte dei giovani vive nella capitale o direttamente all’estero.
Dell’Italia mi mancano tantissime cose, oltre alle classiche cibo, mare e sole: ho nostalgia del contatto umano, dell’arte dell’arrangiarsi tipicamente nostrana e dell’espresso bevuto in fretta al bancone del bar, facendo due chiacchiere con il barista.

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Sziget Festival

Come vivono i giovani ungheresi? E come trascorrono il loro tempo libero? 

Gli adolescenti non credo facciano cose diverse dagli italiani a parte bere di più (da quando vivo qua ho capito una cosa: noi italiani siamo praticamente astemi!), però in linea di massima non credo ci siano molte differenze. Invece crescendo si iniziano a notare le prime divergenze, già dai 25-26 anni l’ungherese medio sviluppa il senso della famiglia, vuole sposarsi, comprare casa ecc. Diciamo che maturano e crescono prima rispetto ai nostri connazionali.

Secondo la tua esperienza, c’è qualcosa in cui l’Ungheria eccelle particolarmente (ad esempio i servizi al cittadino, i trasporti, l’attenzione all’ambiente, la movida…)?

I trasporti indubbiamente, almeno a livello urbano. Anche la movida non è male, forse non la definirei la migliore d’Europa, ma qui ci si diverte sicuramente.

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Integrarsi vuol dire anche provare tutte le birre possibili e immaginabili

 Per la rivista online di approfondimento InGenere scrivi di tematiche legate alle questioni di genere; a questo proposito, com’è la situazione in Ungheria?

Ne parlavo proprio l’altra sera con una ragazza ungherese, amica di amici. Mi raccontava che è l’unica tra le sue amiche storiche a non aver avuto figli e si sente “esclusa” proprio perché loro si sono votate completamente ai figli, dimenticandosi di essere donne, mogli e amiche oltre che madri. Questa, però, credo sia una problematica universale. Per quello che ho potuto vedere io, la maggior parte delle donne ungheresi crede che i 30 anni siano una sorta di data di scadenza, appena raggiungono la temuta soglia si sbrigano a sposarsi e fare figli (a volte anche senza avere una relazione fissa), neanche fosse una gara. Però, se dovessi essere sincera, non credo la situazione femminile sia drammatica. Forse un po’ old school, anzi quello indubbiamente, però non credo ci siano problemi gravi.

Tre posti di Budapest (o in generale dell’Ungheria) ai quali sei particolarmente affezionata

Le terme di Budapest, le adoro. Specialmente quelle un po’ più piccole, al di fuori dai circuiti turistici. Un altro posto che mi piace molto è il quartiere dove vivevo prima, nelle vicinanze di piazza Kalvin, sembra quasi un piccolo paesino. Il terzo posto se lo aggiudica Lillafured, un bellissimo luogo immerso nella natura, dove sorge un hotel simile a un castello fiabesco. Qui io e il mio compagno abbiamo festeggiato il nostro primo anniversario insieme, tanti bei ricordi.

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Tramonto sulla collina Gellert

Ti piacerebbe prima o poi rientrare in Italia? O c’è qualche altro paese che ti attira particolarmente?

Da morire, rientrare in Italia sarebbe il mio sogno. Certo, mi spaventa l’instabilità economica e il fatto che il mercato del lavoro sia un po’ saturo, però vorrei provare in futuro. Anche al mio compagno piacerebbe, però dovrebbe imparare l’italiano, quindi non credo riuscirò a breve a tornare a casa. Insomma, mai dire mai!

Se qualcuno di voi avesse voglia di saperne di più o di condividere la sua esperienza può lasciare un commento oppure scrivermi all’indirizzo allafinediunviaggio@gmail.com

Vi aspetto!