5 posti dove tornare

Pur rischiando di rassomigliare a un disco rotto lo ripeto ancora una volta: viaggiare è ricchezza. Una delle poche cose per cui vale sempre la pena di mettere mano ai propri risparmi. E questo perché, e anche qui mi ripeto, ogni esperienza di viaggio ci istruisce, ci insegna qualcosa aprendoci la mente e ci trasforma in persone migliori. E la ricchezza consiste in tutto quello che un posto ci lascia dentro, in quel bagaglio di colori, atmosfera, sorrisi e scoperte nel quale ci immergiamo quando visitiamo un posto nuovo e che poi, al rientro, ci rimane impresso da qualche parte e continua a sedimentarci dentro con il passare del tempo.

Ora, ci sono luoghi che ci lasciano addosso un bagaglio piuttosto ingombrante; qualcosa che, sedimentando a lungo termine, continua ad attirarci verso quella determinata meta anche se l’abbiamo già visitata. E, così, ci prende una voglia matta di tornarci al più presto.

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Sì, è vero che “già non basta una vita per visitare tutto quello che c’è nel mondo, perché dovremmo tornare due volte nello stesso luogo?” Risposta: tornare in un posto che abbiamo già visto non è una perdita di tempo; è un approfondimento, l’esigenza di completare un processo di conoscenza già avviato ma che ancora non ci soddisfa a pieno perché sentiamo che c’è dell’altro. È Il bisogno di continuare ad alimentare un legame che è nato (durante il viaggio) ma che non abbiamo voglia di interrompere (come scrissi tempo fa: il viaggio equivale a una storia d’amore).

E questo può accadere sia per quei posti che conosciamo bene, dove ci siamo fermati a lungo, e sia per quei posti “mordi e fuggi”, dove siamo stati solo di passaggio e che abbiamo lasciato con la consapevolezza di avere ancora tanto da scoprire, probabilmente il meglio.

Ecco, a me questa cosa succede quasi sempre. A volte la voglia di ritornare in un determinato posto non mi prende subito ma lascia passare prima un po’ di tempo. In ogni caso, mi sarà capitato giusto un paio di volte di tornare a casa alla fine di un viaggio senza avere voglia di rivedere quel posto quanto prima.

Ho maturato l’idea di questo post solo ieri, quando la classica pioggia domenicale mi ha suggerito che, nonostante ci siano ancora miliardi di posti che non conosco, ci sono cinque città (per evitare di sembrare davvero un disco rotto tralascio Berlino che tanto mi chiama ogni giorno e dove comunque tornerò ancora decine di volte) in cui un saltino lo rifarei più che volentieri. E anche se probabilmente non ve ne frega granché di sapere quali sono ve le beccate lo stesso 😉 

Parigi Devo tornarci per forza; posso mica lasciare che i miei unici ricordi su una delle città più belle del mondo risalgano a duemila anni fa? Venti, per la precisione. Ero troppo giovane, non avevo ancora maturato la mia sindrome del viaggiatore e non me la sono goduta come me la godrei adesso. Per non parlare del fatto che, all’epoca, non c’erano smartphone e fotocamere fighe e facili da usare, quindi le uniche foto di quel viaggio a quest’ora saranno sepolte sotto quintali di polvere in qualche scatolone. Cosa che decisamente non aiuta a mantenere vivi i ricordi.

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Questa volta il terzo piano della Tour Eiffel non me lo toglierebbe nessuno (vertigini comprese), e neanche una passeggiata a Montmartre e una visita al Sacro Cuore. Ma in realtà, visto che di tempo da quel viaggio ne è passato abbastanza, ripartirei da zero e rifarei da capo tutto quello che ho già fatto.

Palermo – Che dire? Il fatto che Palermo sia stata proclamata Capitale della Cultura 2018 mi rende alquanto fiera. E, soprattutto, mi fa vergognare del fatto che l’abbia vista sempre e solo di fretta, sempre e solo di passaggio. Della serie: spesso conosciamo bene le città dall’altra parte del mondo ma non ci filiamo di pezza quelle che si trovano a soli 200 km da casa. 

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Francoforte – Qui ci sono stata tanto, troppo, ma non abbastanza. Tante cose, infatti, non le ho viste. Con Francoforte sono andata a scoppio ritardato: ci ho messo un po’ prima di cominciare a sentirne la mancanza. Al di là delle tappe turistiche che non sono riuscita a fare (per dirne una, il Palmengarten), di Francoforte mi mancano cose molto semplici e banali, tipo il sapore dolce dell’Apfelwein o il tramonto sul Meno. E di conoscere Höchst, quartiere che ho scoperto di recente solo in fotografia e che credo scalerebbe la classifica dei miei quartieri preferiti.

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Venezia – Con Venezia invece sono stata istantanea: la voglia di tornarci mi ha preso mentre ero ancora lì, esattamente un mese fa, tra ponti, calli e canali. Mi piacerebbe girarla con i colori dell’alba, quando in giro non c’è ancora nessuno o quasi, e scattarle foto a ogni angolo.

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Granada – Sarà che ci ho pensato proprio nei giorni scorsi, quando ho dovuto tirare fuori dai miei cassettini della memoria le mie immagini preferite di Granada per scrivere il post per Andalusia, viaggio italiano. Sarà stato per questo se ora a Granada ci tornerei di corsa! Perché al di là dei giardini, degli ori delle chiese, dell’Alhambra e delle tapas, ci sono una miriade di cose che non ho visto e questo, adesso, mi fa alquanto rosicare. E avrei voglia di viverla di più, di vivere le sue serate fino a tardi e di immergermi ancora in quell’allegria contagiosa. 

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E ora, come sempre, passo la palla a chi mi legge: aspetto di conoscere la vostra voglia di tornare.