Musica on the road

Se non sono i libri è la musica. Sì, insomma, anche quando non abbiamo compagni di viaggio in carne e ossa comunque non partiamo mai da soli. Mentre i primi sono parte del mio bagaglio nei viaggi in treno e in aereo, per i chilometri da macinare su strada è tassativo che non debbano mai mancare auricolari, lettore mp3 e playlist varie.

Perché la musica? Innanzitutto, se leggessi durante un viaggio in auto o in autobus rischierei di vomitare alla prima curva. Ma non è solo questo.

I libri ci raccontano delle storie. A volte belle, a volte meno. A volte così belle che è impossibile non affezionarsi, altre volte così vicine che è impossibile non immedesimarsi. Ma sono e restano pur sempre storie nelle quali il protagonista è qualcun altro.

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Con la musica è un po’ diverso. Anche le canzoni raccontano delle storie, ci mancherebbe altro. Esprimono sentimenti, pensieri, opinioni di chi le ha composte. Ma non finisce qui. Le canzoni, infatti, per quanto raccontino storie vissute da altri, alla fine richiameranno sempre anche qualcosa di nostro. Saranno sempre evocative, ci ricorderanno sempre di quel primo amore, di quella serata divertente trascorsa tra alcool e risate, della persona cara che abbiamo perso, degli anni in motorino sempre in due, e così via. È davvero molto molto difficile che una canzone che ci piace non ci riporti a noi stessi, che non venga associata a qualcosa di intimo, passato o presente, banale o fondamentale, che ci riguarda. E forse è anche per questo se le canzoni che abbiamo amato tanto non ci stufano mai, anche quando le riascoltiamo dopo anni. Non siamo mai troppo cresciuti per canticchiare la nostra hit preferita di dieci anni fa.

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E tutto questo, unito al piacere puro e semplice legato all’ascolto, rende la musica un’ottima presenza in viaggio. Specie quando la strada è lunga, sembra non voler finire mai, e noi non possiamo fare altro che restare seduti, goderci il panorama e ascoltare. Ascoltare liberando i pensieri, lasciando che i ricordi e le associazioni mentali fiocchino a ogni chilometro.

Ognuno di voi avrà già le sue note preferite, le sue playlist da viaggio lungo e quelle da tragitto veloce in metropolitana. Qualcun altro indosserà le cuffie nelle orecchie persino in bici. Qui adesso vi lascio le mie canzoni, alcune di quelle che non mancano mai nel mio lettore mp3, e che da qualche anno mi accompagnano on the road. Ascolterete di strade intraprese e amicizie nuove, di amori durati il tempo di un viaggio, del viaggio insito nella crescita e, ancora, del viaggio di una notte che non deve assolutamente finire mai. E di tanto altro.

A loro affido il compito, durante i miei percorsi “su strada”, di scandire la mia ansia di arrivare, la mia curiosità di sapere come tutto andrà finire, la mia voglia di vedere cose nuove.

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Eccole qui (in ordine rigorosamente sparso), con i link di youtube:

Janis Joplin, Me and Bobby McGeehttp://bit.ly/1KUNt8o

Lynyrd Skynyrd, Simple Manhttp://bit.ly/2l7hNbi

Modena City Ramblers, La stradahttp://bit.ly/2l7r82R

Counting Crows, Mr. Joneshttp://bit.ly/1jCTuse

Christopher Mae’ feat. Joseph di Marco, Talking about the revolutionhttp://bit.ly/2kCkaPU

The Smiths, There is a light that never goes out http://bit.ly/2l7vpDd

There will be Fireworks, Foreign Thoughtshttp://bit.ly/2lBqVFv

Su quest’ultima: un gruppo scozzese, un album che arriva direttamente da un piccolo negozio di Edimburgo in un weekend gelido di dicembre. Uno dei primissimi regali. Una foto su Instagram in tempi ancora poco sospetti. Tanti chilometri macinati da allora, su strada e non solo. In Italia e non solo. Tanti, tantissimi quelli ancora da macinare, su strada e non solo. Tantissimi, ma non saranno mai abbastanza.

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