I Navigli e le Colonne: la Milano da vivere

I Navigli

La Milano che salverei. Quella spensierata, lontana da grattacieli, scadenze e logiche di business. Quella del sabato sera e delle birre a pochi euro, quella delle comitive e dei punti di ritrovo.

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Oltre al quartiere di Porta Romana, dove abitavo, la zona dei Navigli e delle Colonne resta la mia Milano preferita. La Milano dove è più facile essere se stessi, dove è concesso a tutti di sentirsi a proprio agio e dove, per una volta tanto, non è necessario correre.

Arrivavo con il mio bel tram n. 9 al piazzale di Porta Genova e restavo lì in attesa che il gruppo si ricompattasse. E poi via, attraverso via Casale, fino a sbucare nel cuore della movida milanese con i suoi aperitivi, le sue cene etniche e i suoi calici sempre in alto.

Una movida esagerata che, specie la sera, soffoca le piccole strade che costeggiano il Naviglio Grande. Questo soprattutto fino a un paio di anni fa quando, grazie all’apertura del piazzale della Darsena (avvenuto quando ormai nessuno osava più sperarci), i Navigli hanno ricominciato a respirare (e si sono anche riempiti per bene d’acqua, miracolo di Expo2015).

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E comunque, nonostante il pienone ai limiti del disumano, a me piaceva andarci anche di sabato sera.

Tuttavia, per non dover fare sempre a botte per aggiudicarmi un centimetro di marciapiede, qualche volta sui Navigli ci andavo di domenica mattina o nel primo pomeriggio. Ed erano questi i momenti in cui mi sembrava di vederli per la prima volta. I momenti in cui i palazzi si riappropriavano dei loro colori naturali e in cui era possibile scorgere angoli e vicoli caratteristici che di sera neanche consideravo. Ed erano i momenti in cui sembravano sbucare fuori come funghi le tante piccole gallerie d’arte, le librerie e i negozi più particolari. E i Navigli, in quei momenti, sono proprio di tutti, specie di chi riesce un attimo a fermarsi per sorseggiare con calma un caffè, fare due chiacchiere o scattare una foto.

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È la Milano che mi manca, quella dove mi sarebbe piaciuto vivere (magari non proprio sul naviglio ma nei dintorni). Quella dove è più facile dimenticarsi delle rogne di tutti i giorni, dove il tempo corre veloce ma riesci comunque a godertelo. Quella dove ci si incontra anche senza un appuntamento fisso. Quella dove si sta bene.

Le Colonne

La zona è sempre quella, ci si sposta di poco.

Alle Colonne di San Lorenzo lego il ricordo delle mie primissime uscite milanesi, quando non riuscivo a credere di aver trovato a Milano un posto che somigliasse tanto alla mia Bologna dei tempi universitari. Un posto in cui ci si ritrova la sera in tanti, forse troppi, e ci si siede per terra nel bivacco più totale. Pochi euro nel portafoglio, un bicchiere sottocosto in mano, tante chiacchiere da fare fino a tardi. Tardi, ma comunque in tempo per arrivare, all’epoca, a prendere l’ultimo tram che ci avrebbe riportato a casa dopo circa 45 minuti di tragitto.

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Tante volte, invece, mi sono trovata lì da sola. Specie se avevo bisogno di un luogo in cui sentirmi protetta quando Milano mi stringeva così tanto a sé fino a schiacciarmi. O quando erano i pensieri ad affollarsi l’uno sull’altro comprimendomi la testa. O, semplicemente, in quei momenti in cui non volevo rassegnarmi al distacco che in fondo ho sempre nutrito nei confronti di questa città e volevo provare a sentirla un po’ più mia.

E, come per i Navigli, andandoci fuori orario, quindi in un giorno qualsiasi della settimana e non di sera, riuscivo a godermi quell’atmosfera fricchettona, i piccoli negozi e i muretti un po’ più liberi. E poi, non da meno, i graffiti sui muri di Corso Ticinese, con i loro colori e la loro ironia pungente.

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Qualche info pratica per chi non è di Milano: prima di avventurarvi verso i Navigli e le Colonne sappiate che…

… è meglio se lasciate da parte le quattro ruote e vi prendete un bel tram (dalla Stazione Centrale o da Porta Romana c’è il tram n. 9 che porta direttamente lì). Oppure, sempre dalla Stazione Centrale o da Cadorna, la metro M2 fino a Porta Genova. Al massimo, se proprio amate tanto guidare nel caos, optate per una Enjoy o un altro servizio di car sharing, ma buona fortuna per il parcheggio! Se arrivate con la vostra auto potete aspirare a un posto in uno di quelli a pagamento nei dintorni del piazzale di Porta Genova. In ogni caso, ripeto: buona fortuna per il parcheggio!

La migliore birra sui Navigli? Per me resterà sempre quella artigianale del BQ, da sorseggiare rigorosamente sul muretto di fronte al locale, anche perché la birreria è minuscola, ci sono giusto un paio di tavoli. Se volete stare più comodi, però, un po’ più avanti sulla stessa via, al civico 62, c’è un altro BQ molto più grande. Io però sono più affezionata al primo.

Un aperitivo in cui mangiare fino a scoppiare? Mi rendo conto che nei sette anni che ho vissuto a Milano sono stata molto abitudinaria. Sui Navigli, l’aperitivo l’ho quasi sempre fatto allo Spritz e al Ringhiera. Vicino alle Colonne, invece, c’è l’Hora Feliz. Buffet giganti, in tutti e tre i casi (per questo ci andavo). Considerate però che, specie nel weekend, in questi posti di gigante c’è anche la confusione, quindi cercate di arrivarci prima delle 19.00.

Se non doveste trovare posto lì, comunque tra le Colonne e i Navigli troverete decine di posti in cui fare l’aperitivo, uno accanto all’altro. E poi, in zona non mancano le pizzerie, le trattorie, i ristoranti che offrono la cucina di ogni parte del mondo, i sushi, e così via. Quindi, no panic and relax!