Cosa vedere nei dintorni di Catania

Sperando di avervi alquanto invogliato a visitare la mia città d’origine con il post che le ho dedicato qualche giorno fa, adesso è il momento di allargare il discorso ad alcune delle meraviglie che potrete visitare nei dintorni di Catania e che sono raggiungibili all’incirca con un’ora di auto (e a proposito di auto, forse lo sapete già ma io vi avviso comunque: cercate di venire in Sicilia armati di tanta santa pazienza se programmate di guidare, specie nei centri città. Ve lo dico così quantomeno le vostre coronarie saranno preparate).

Assodato che spesso chi approda a Catania lo fa non tanto per la città in sé (e questo è un grosso peccato, come vi dicevo nel post che vi ho linkato qui sopra) quanto per le attrazioni che le ruotano intorno, non posso esimermi dal dirvi la mia su cosa non vi conviene perdere una volta atterrati nella città etnea (e, ci tengo a ribadirlo, dopo averla accuratamente visitata). Cose da vedere ce ne sono tante altre, queste sono solo le prime che mi vengono in mente; non è escluso, infatti, che prima o poi vi dia qualche altro suggerimento.

Un’escursione sull’Etna

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Etna

Qui vi avevo raccontato di quell’unica volta in cui sono arrivata a toccare quota 2500 metri. E del groviglio di emozioni che ne sono derivate. Quando mi sono ritrovata in un paesaggio lunare. Quando ho calpestato quel deserto di terra granulosa. Quando ho visto scomparire qualsiasi forma di vegetazione. Quando ho scoperto che, anche in pieno agosto, là sopra il vento è così freddo che bisogna immediatamente coprirsi. Quando, a un tratto in salita e peggio ancora in discesa, mi sono sentita precaria a ogni passo mentre osservavo i turisti stranieri che proseguivano baldanzosi come non avessero fatto altro in vita loro. Quando poi lì, su un cucuzzolo a 2500 metri, mi ha preso una soddisfazione enorme perché, pur dovendo fare i conti con la mia goffaggine, ce l’avevo fatta.

Che sia in auto, a piedi, in gruppo, in solitaria, con la neve o con i 40 gradi di agosto, consiglio anche a voi di organizzare un giro sull’Etna. Altrimenti in quale altra occasione potrebbe ricapitarvi di fare un saluto al più alto vulcano attivo in Europa?

Per sapere chi organizza i tour, quali sono i costi e quali sono i percorsi da fare vi basterà compiere una facile ricerca sul caro Google.

Le Gole dell’Alcantara

Evidentemente qualcuno ha deciso che le mie ultime estati sicule debbano svolgersi all’insegna del pericolo. Scherzo, volevo dire del coraggio.

Estate 2016, una mattina d’agosto, un posto paradisiaco al confine tra le province di Catania e Messina poco distante da Giardini Naxos. Un altro momento in cui, almeno per un attimo, ho pensato a chi me l’avesse fatto fare, seguito poi da un’altra piena soddisfazione per avercela fatta anche questa volta (il racconto dettagliato di questa mia seconda impresa lo trovate qui).

Un’esperienza da fare, poco conta che siate adulti o bambini. E fatela se avete voglia di scoprire quanto, persino in Sicilia e persino sotto il sole cocente di agosto, può essere freddo un corso d’acqua. Specie quando vi arriva a livello dello stomaco per salire poi sul petto. E fatela se avete voglia di mettervi alla prova sfidando la velocità della corrente e la scivolosità del fondale. E di sentirvi poi, in qualche modo, eroici vincitori. Il tutto, nella splendida cornice del Parco dell’Alcantara, tra gole di roccia bianca, sentieri di cactus e agrumi e scorci romantici dai quali osservare la potenza della natura.

Per sapere come raggiungere il Parco delle Gole dell’Alcantara, conoscere le attività didattiche e sportive che lì si organizzano e i servizi offerti vi consiglio un’occhiata a questo link.

Taormina

Una perla che rende superflua qualunque presentazione.

Forse qualcuno potrebbe pensare che Taormina sia un posto da ricchi. Niente di più sbagliato. Taormina è anche di quelli che amano scoprirla tra le ceramiche e le botteghe dei suoi vicoli e delle sue scalinate. Di quelli che amano profondamente il panorama del Belvedere ma che preferiscono osservarlo in solitaria, senza gente e flash intorno, da una panchina del giardino pubblico. Di chi vuole godersi un concerto tra le braccia del Teatro Greco, all’interno di una delle cornici più belle che possano esistere.

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Taormina è di chi ama i colori del tramonto quando il sole cala alle spalle del vulcano, di chi dall’alto si interroga su dove finisca il mare e dove inizi il cielo, di chi preferisce impossessarsi del Corso Umberto quando le botteghe sono chiuse e in giro non c’è nessuno, in una sera di gennaio magari.

Savoca e Castelmola

Due borghi poco distanti, due volti della Sicilia arcaica, due panorami sul mare. Due luoghi dove il tempo si è fermato, mentre tutto il mondo intorno corre. Il primo reso famoso dalla saga del Padrino anche se sembra non rendersene minimamente conto, fatta eccezione per la piazza centrale e per il piccolo bar presente nel film, al cui interno non mancano foto e ritagli di giornale celebrativi. Il secondo, reso celebre dal sapore del vino alla mandorla e dall’allegria del Bar Turrisi, tana di centinaia di doppisensi.

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Savoca

Simili ma al tempo stesso agli antipodi: puoi percorrere Savoca in lungo e in largo senza incontrare nessuno tranne qualche turista; altre presenze le senti ma non le vedi perché ti osservano da dietro gli usci chiusi e le tapparelle abbassate. A Castelmola, invece, l’estate è una festa ogni sera, quando la piazza e i vicoli si riempiono di tavoli, camerieri che servono pizze e piatti di mare, profumo di vino, chiacchiere e schiamazzi. 

Per chi ha voglia di conoscere la Sicilia che c’era e che, in qualche modo e in qualche posto, forse c’è ancora.

Siracusa

Prendete la macchina, uscite da Catania, imboccate l’autostrada e in un’ora arriverete in una delle città più belle del Sud Italia.

Una di quelle con il centro storico da incorniciare, quelle dove tutto sembra un monumento, quelle dove non vorreste perdervi neanche un angolo di Barocco da fotografare. Quelle con i vicoli, le piazze e le chiese tutte bianche. Un bianco che combatte ogni giorno contro il vento, il sole e la salsedine; ma che tutto sommato resiste egregiamente e ci restituisce vicoli, piazze e chiese di una luce abbagliante.

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Lungomare di Ortigia

Di Siracusa e le sue perle vi avevo parlato qui. Cosa significa, invece, prendersi un pomeriggio per passeggiare sul lungomare di Ortigia, osservare i tuffi dagli scogli e le spiaggette solitarie, inseguire le tracce della nostra cultura attraverso le numerose testimonianze che le civiltà antiche hanno disseminato nel territorio lo lascio scoprire a voi. Sarà una sorpresa, fidatevi.

Caltagirone

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I colori, la tradizione, la minuzia e la sapienza che si celano dietro le ceramiche famose in tutto il mondo. Anche voi potrete scoprire cosa ci sta dietro, basta varcare la soglia di una delle decine e decine di botteghe artigiane sparse per il paese. E poter scorgere, anche qui, il volto di una Sicilia che c’era e che, per fortuna, in qualche modo esiste ancora. La vedrete tra i vicoli stretti dai quali è facile avvistare un campanile, la vedrete lungo i 142 gradini di una delle scalinate più colorate al mondo e, ancora, la vedrete dentro e i fuori i bar delle piazze, dove ci si ferma ore per un semplice saluto, per assaporare un buon caffè e per commentare fatti e misfatti della giornata.

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