Vivere a Genova, la Superba dai contrasti estremi

Genova è una città in cui è difficile capitare per caso. Non si è mai di passaggio a Genova, si sceglie sempre di venire a vederla. Nella Superba, schiacciata dai monti e perennemente affacciata sul suo mare, ci sono capitata per volere del destino quasi otto anni fa e non sono più andata via. Otto lunghi anni non sono bastati a farmela scoprire tutta, ed è forse questo il motivo per cui a volte, mentre cammino per le sue strade, scelgo di percorrere una via diversa da quella che conosco e di perdermi in un nuovo quartiere.

Genova dall'Alto 3

Genova dall’alto

L’amore per questa città passa da tante cose, spesso e volentieri da contrasti violenti ed estremi. Dai suoi vicoli così angusti e bui alle sue alture dove la vista può mozzarti il fiato, dalle salite ripide e piene di scalini alle discese per le creuze stando attenti a non scivolare; i clochard in cerca di un angolo al riparo dal vento vedono passare sotto i loro occhi gli uomini d’affari con rolex e 24ore dall’altra, mentre i “mugugnoni col belino inverso” si lamentano del tempo e uno dei tanti matti sbraita per strada. La superbia e la miseria, quelle giornate di sole che ti aprono il cuore e quella pioggia che sa rendere inutile l’acquisto di un ombrello. Niente da fare: Genova o si ama o si odia. L’indifferenza non è ammessa.

Sono tanti i miei luoghi del cuore. Ricordo la prima volta che vidi la leggendaria Via del Campo cantata da De André, oggi coacervo di culture grazie alle sue botteghe multietniche, così accanto ai barbieri e alle macellerie halal è possibile trovare il Museo dei Cantautori Genovesi, sorto nel luogo in cui Gianni Tassio vendeva dischi e chitarre a Faber e ai musicisti di passaggio. C’è Sottoripa, il porticato antistante la zona del Porto Antico, con le sue friggitorie e tripperie dall’odore inconfondibile e i negozi con tutto l’occorrente per la navigazione, sorti nei luoghi in cui un tempo trovavano riparo le barche dei pescatori. C’è la zona di Via del Molo, anello di congiunzione tra i vecchi carruggi e il porto, dove si respira ancora un’aria antica, con i suoi ristorantini e le botteghe di frutta e verdura. 

Via del Campo

Via del Campo

Un posto speciale occupa Campo Pisano, ultimo bastione del centro storico con vista sul porto: mi sorprese trovare, dopo le strade ripide e scoscese, una splendida piazza coi ciottoli su cui affacciano una cinquantina di finestre e da cui si gode una vista strepitosa.

La Genova elegante che mi piace di più è quella di via Luccoli: dalla moda ai libri, dagli arredi per la casa ai palazzi storici, una perla di rara bellezza architettonica. 

Non troppo distante da via Luccoli sorge infine la Maddalena, il “quartiere a luci rosse” in cui è possibile comprare un’ora d’amore a tutte le ore del giorno. Prostituzione fa spesso rima con criminalità, e per questo motivo tanti genovesi non vogliono nemmeno metterci piede, eppure negli ultimi anni – grazie anche al costante lavoro delle associazioni sul territorio – è pervasa da uno speciale fermento creativo. Dai negozi dei sarti italiani e africani ai rivenditori di prodotti bio, dagli artigiani del legno e della pelle ai locali piccoli e accoglienti, fino ad arrivare al Teatro Altrove, il luogo in cui investo la maggior parte delle mie energie e che è diventato un luogo in cui coltivare bellezza e cultura. Avete mai visto un palazzo storico del Cinquecento allestito a sala per spettacoli cinematografici, teatrali e musicali, con tanto di bistrot al piano di sopra? Dovete!

Via Luccoli

via Luccoli

E poi tanto altro: la spiaggia di Boccadasse e i parchi di Nervi, le alture di Crevari e i suoi Forti… Insomma Genova è bella e difficile, come una donna affascinante e ricca, un po’ sfiorita ma ancora consapevole delle sue armi di seduzione, che troppo spesso si butta via concedendosi a chi non la merita. Non sono mai riuscita a sentirmi perfettamente a mio agio qui, eppure ho fatto di questa condizione un punto di forza: perché posso sentirmi sua cittadina ma anche turista, figlia e amica allo stesso tempo; perché ogni giorno imparo a conoscerla, a capirla, ad apprezzarla.

Ci sono viaggi che non finiscono, e il mio viaggio a Genova credo continuerà ancora per diversi anni. Vado avanti così: lo zaino in spalla, lo sguardo in alto a caccia di un raggio di luce, i sampietrini sotto le scarpe. Rigorosamente senza navigatore.

 

Questo articolo è stato scritto da Giulia Iannello

Laureata in Cinema, televisione e produzione multimediale al DAMS di Bologna, cura la progettazione culturale del festival internazionale di cortometraggi Magma – mostra di cinema breve. Addetto stampa e organizzatrice di eventi culturali, si occupa di produzione esecutiva cinematografica e spesso promuove la distribuzione di documentari e corti. A Genova gestisce l’ufficio stampa dell’Altrove – Teatro della Maddalena e con l’associazione Laboratorio Probabile Bellamy cura la programmazione cinematografica dello stesso teatro.

 

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