Scoprire l’Italia con True Places, l’app per viaggiatori

Meglio tardi che mai. A fine gennaio, infatti, i ragazzi della startup True Places Italy mi hanno contattato per chiedermi di provare la loro nuova app. E dopo due mesi, finalmente, complice la primavera, mi ci sono messa su e l’ho provata. Però nel corso di questi due mesi me la sono studiata un po’ quantomeno, credetemi.

Sono partita dalla consapevolezza che purtroppo, molto spesso, conosciamo meglio i luoghi lontani chilometri e quasi schifiamo quelli che abbiamo sotto casa con la convinzione che tanto, per vederli, avemu vogghia. E alla fine invece nada, continuiamo a ignorarli a tempo indeterminato. Allora ieri, decisa a scoprire qualcosa di nuovo a Bologna (che nonostante ci viva da un anno e ci abbia già vissuto tre anni in passato di cose da vedere me ne mancano sempre), ho aperto l’app True Places e ho iniziato a navigare (ah, potete scaricarla gratuitamente). 

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via de’ Giudei, ghetto ebraico

La cosa figa è che hai la possibilità di costruirti il tuo viaggio inserendo il tuo punto di partenza e quello di arrivo. Cosa particolarmente indicata, ho pensato, nel caso in cui uno abbia in mente un giorno di salire in auto e partire senza una meta ben precisa, solo per il gusto di esplorare quello che c’è nei dintorni della sua città. 

In base alle categorie selezionate, True Places indica e recensisce i punti di interesse che troverai lungo la strada: dalle chiese ai patrimoni Unesco, dai borghi fino ai ristoranti e ai locali. Tanto per poterci mettere dentro anche un tour gastronomico che, si sa, in Emilia Romagna non guasta mai. Una volta individuate le cose da vedere basta cliccare sul cuore per salvarle e costruire così il proprio itinerario.

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Basilica di San Domenico

Spulciando i punti di interesse proposti dall’app su Bologna mi sono resa conto di non aver mai varcato la soglia di due chiese: la Basilica di San Domenico e la chiesa di san Giacomo Maggiore. E così ieri ho fatto partire la mia esplorazione proprio da qui. La prima, al cui interno è conservata l’Arca di Niccolò dell’Arca (scusate ma la ripetizione stavolta non so proprio come evitarla), sta in una delle piazze più belle della città, immersa nella zona dove Bologna indossa tailleur, tacchi alti e pelliccia, ovvero il quartiere chic tra Piazza Cavour, via Farini e via Garibaldi. Ah, e tra l’altro, proprio grazie a True Places ho realizzato che la famosa Arca di Niccolò fosse lì dentro.

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L’Arca di Niccolò dell’Arca

Nel mio itinerario avevo salvato anche altri due posti: il primo, Arteggiando, un piccolo negozio di prodotti di artigianato artistico locale fatti a mano, nel cuore del mio amato Ghetto Ebraico (e a questo proposito, dico a tutti che il quartiere pullula di negozietti particolari e coloratissimi, studi di design e localini vari, quindi se vi trovate a Bologna un giro a piedi tra via del Carro, via dell’Inferno e via Canonica fatelo).

Il secondo posto è una vera istituzione della vita culturale bolognese: la centralissima Libreria Nanni. La conoscevo, ci ero passata davanti già centinaia di volte, ma solo ieri ho realizzato di non esserci mai entrata. Molto male.

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Arteggiando

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Libreria Nanni

Altra cosa carina di True Places sono i suggerimenti: chiunque, una volta registratosi, può recensire un punto di interesse (includendo, ripeto, trattorie, lounge bar e negozi particolari) con tanto di foto, indirizzo e mini descrizione, mettendolo così a disposizione degli altri viaggiatori. Inoltre, diventando in questo modo travel blogger per True Places c’è la possibilità di guadagnare 10 euro per ogni segnalazione che viene approvata dalla redazione della app.

Proprio nei suggerimenti sta l’anima partecipativa del turismo che True Places vuole sostenere: non ti suggerisco solo quello che si dà per scontato che tu, recandoti in quella determinata destinazione, veda; ma ti indico anche tutto quello che per me vale la pena scoprire, i miei luoghi del cuore. Ti svelo i piccoli segreti che si nascondono tra strade e piazze, ti indico dove puoi trovare i primi piatti più saporiti e i cocktail fatti a regola d’arte. C’è molta personalizzazione in tutto questo, oltre che partecipazione, e, pensandoci bene, alla fine è così che costruiamo i nostri itinerari quando viaggiamo: non prevediamo di visitare solo le chiese, i musei e i castelli imperdibili ma inseriamo nella nostra lista anche quel quartiere, quei murales, quella passeggiata o quella sosta al bar affini ai nostri gusti e alla nostra voglia di esplorare.

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Via de’ Musei

Al momento su True Places troverete tante idee per girare soprattutto in Emilia Romagna; i percorsi altrove sono ancora in attesa di travel blogger improvvisati o navigati che abbiamo voglia di partecipare alla loro costruzione segnalando e recensendo i punti più interessanti e caratteristici da visitare. Che poi, dico io, non è decisamente più divertente se i percorsi li costruiamo insieme? 🙂