Cosa vedere nei dintorni di Bologna: Dozza

Un piccolo museo a cielo aperto. Un borghetto medievale adagiato sulle colline imolesi al confine, a quanto ho capito (o non ho capito), tra l’Emilia e la Romagna.

A Dozza ero stata anni fa quando ancora guardavo i graffiti quasi come fossero una cosa qualunque, quindi prima che la street art diventasse un Fattore determinante nella mia soddisfazione post viaggio. Prima che questa passione mai avuta per le forme d’arte tradizionali mi scoppiasse dal nulla e mi spingesse a fotografare muri, pali della luce e panchine come se non ci fosse un domani.

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Dozza

Ci sono tornata ieri, tra le quattro vie di Dozza. E dire quattro non è un’esagerazione, parliamo sul serio di non più di tre strade che si incrociano e tre piazze. Però c’è anche una Rocca, che oggi ospita una casa Museo e, soprattutto, l’Enoteca Regionale dell’Emilia Romagna con tanto di degustazioni, mostre e visite didattiche tra le oltre 1000 etichette presenti. E c’è anche un parco, quello che circonda la Fortezza, con le sue altalene e le panchine solitarie che guardano al verde brillante dei colli circostanti.

Ma per me, soprattutto, ci sono loro, i murales. Disegnati a partire dagli anni ’60 da oltre 200 artisti provenienti da tutto il mondo con l’intento di promuovere la creatività giovanile e raccontare il contesto urbano nel quale sono realizzati. Qualcosa di così sentito e così vicino agli abitanti del piccolo paese da organizzarci su un evento biennale, il Muro dipinto, una vera e propria mostra di arte di strada estemporanea durante la quale gli artisti dipingono sotto lo sguardo incuriosito dei passanti.

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Uno dei murales di Dozza

E allora io ieri ho avuto un’ulteriore conferma di quanto sia figo vivere a Bologna. E di quante cose fighe abbia attorno. Posti dove, seppur regni esteticamente il Medioevo e una storia lontana secoli, non si sdegnino mai l’innovazione e la creatività. Posti che traggono la loro incredibile ricchezza da contrasti così lampanti, per cui accanto a fortezze, mura e torri ritrovi murales e graffiti.

E ho pensato anche che non mi dispiacerebbe affatto svegliarmi al mattino, aprire le finestre e trovarmi davanti agli occhi la storia disegnata sui muri della casa di fronte; e magari fare in modo che anche la porta di casa mia venga incorniciata da una di quelle storie; non mi dispiacerebbe uscire da casa e poter notare ogni giorno un dettaglio di colore nuovo lungo la mia strada.

E in questi momenti sono ancora più felice di avere un blog con il quale dare spazio a posti come questi e, soprattutto, alla mia città adottiva che mi rende sempre tanto orgogliosa di lei.

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Dozza

Dozza: un paio di info pratiche

Come arrivare: Vi consiglio di non avventurarvi con treni e bus ma di andare in auto. Da Bologna prendete l’autostrada A14 in direzione Ancona e uscite a Castel san Pietro Terme. Da lì, seguendo le indicazioni, arriverete a Dozza in meno di 15 minuti. Oppure, se le autostrade vi fanno antipatia, vi basterà percorrere a Bologna la via Emilia Levante e, frazione dopo frazione, ci arriverete lo stesso.

Da non perdere a Dozza: una visita alla Rocca Medievale e all’Enoteca Regionale dell’Emilia Romagna che si trova sempre dentro la Fortezza.

Dove mangiare: Io ho provato l’Osteria del Borgo, ottima scelta di taglieri e piatti tipici a prezzi ragionevoli. 

Curiosità: Se anche voi siete amanti della street art vi consiglio di tenere sotto controllo il programma di eventi previsto per la mostra biennale del Muro dipinto. Qui trovate tutte le info.