Da vedere in Slovenia: i laghi di Bled e Bohinj

Se chiudo gli occhi sono ancora lì. Sfoglio e risfoglio le foto scattate durante i giorni in Slovenia appena trascorsi e mi rendo conto di quanto ogni immagine sia niente rispetto alla grandezza delle cose conservate nei ricordi. Così come per un’occhiata è impossibile inquadrare tutta la meraviglia.

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Lago di Bohinj

Avrei così tante cose da dire che non so neppure da dove cominciare.

Potrei raccontarvi del verde, anzi delle mille sfumature degli abeti e delle betulle che facevano somigliare i monti a un dipinto. E dei chilometri di sentieri che non importa dove conducano, perché tanto la meraviglia è tutta intorno e non si sbaglia mai.

Oppure potrei raccontarvi di come lì sembrasse di stare in un altro mondo: un mondo dove ogni frazione è poche case, poche pretese e pochi fronzoli. Ed è già bello così. Un mondo dove la natura è quel che basta, dove si vive del suo contatto, dei suoi odori e del suo silenzio. 

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Lago di Bled

E potrei raccontarvi anche di come il lago di Bohinj diventi uno specchio per il cielo, le nuvole, gli uccelli, i monti e persino per i sassi lanciati tra le sue acque. E di come la nebbia, in un pomeriggio di pioggia, avvolga di mistero l’isolotto al centro del lago di Bled e tutto intorno si faccia blu. E di come lì, sotto gli alberi nel lungolago, con quello spettacolo davanti sia un attimo dimenticarsi degli hotel, delle spa e delle luci dei lounge bar subito alle proprie spalle.

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Lago di Bohinj

Che la Slovenia fosse verde pensavo di averlo già capito; in realtà, dopo questi tre giorni, mi sono resa conto di non aver capito niente. O meglio, di non aver avuto fino a quel momento che un minuscolo assaggio di tutto quello che questo piccolo straordinario paese può dare. Specie se ti trovi immerso nel cuore del Parco Nazionale Triglav dove persino guidare l’auto può risultare un’esperienza naturalistica ed extrasensoriale. Capita, quando ti ritrovi a percorrere chilometri di strade senza incontrare nessuno che non sia decorato di foglie di un verde brillante e che non sia alto e secolare.

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Strada all’interno del Triglav Park

E ancora potrei raccontarvi dei cavallini solitari nel recinto, delle lumache giganti lungo i sentieri, dei pesci che saltellano fuori dall’acqua e delle mucche tutto sommato silenziose che stavano dentro la stalla sotto la finestra della mia camera. Chissà che odore, penserete voi; e sì, vi dico io. Ma in quel contesto così rurale non sarebbe stato naturale sentirne uno diverso.

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Cascata Slap Savica

E, infine, ma forse questo vi interessa meno, vi potrei dire che finalmente ho scoperto cosa significa chiudere tutto e staccare. Mettere la testa in stand by per un paio di giorni e preoccuparsi solo di come fare a raggiungere quel determinato paesino o di quale gostilna scegliere per la cena. Preoccuparsi solo di vivere il momento presente. Attivare la modalità aereo sul cellulare per essere certi che il mondo non vi cerchi. Svuotare la testa dalle ansie, i pensieri e i problemi e riempire gli occhi di cime innevate, laghi e stradine disperse. La natura che ho visto nei giorni scorsi questo lo consente, come nessun’altra cosa è in grado di fare.

(Che poi, se dentro la valigia metti il tuo tempo e lasci fuori le ansie, i pensieri e i problemi non muore mica nessuno, no? E allora perché cavolo non lo facciamo più spesso?).

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Lago di Bled

Mi rendo conto di aver detto tutto e niente in questo post. Abbiate pazienza, con la testa sono ancora lì, il distacco da tutta quella bellezza è stato traumatico.

Adesso mi metterò di impegno per recuperare un po’ di lucidità e poi scriverò ancora di questi giorni sloveni. Chi mi segue sui social sa già che non ho visto solo boschi e laghi ma anche un paio di paesi che meritano di essere raccontati.

Spero di essere riuscita in qualche modo a ispirarvi. Sapete che non amo particolarmente inserire info pratiche nei miei post ma se qualcuno di voi ne avesse bisogno mi scriva pure nei commenti o via email e sarò felicissima di consigliarvi.