Buon compleanno, blog!

Ci siamo, la prima ricorrenza di Alla fine di un viaggio è giunta. Abbiamo compiuto un anno di vita. Esattamente il 28 aprile del 2016 facevo il mio grande ritorno su WordPress (dopo averlo usato per anni per i clienti del mio ufficio) e mettevo online il mio primo post che, per la cronaca, ho dedicato al mio rapporto di amore e odio con la città dalla quale ero fuggita pochi mesi prima.

Siamo cambiati tanto, nell’arco di quest’anno, io e il mio blog. Lui più di me. Se non altro si è ampliato, visto e considerato che i primi post che ho scritto, un anno fa, avevano la stessa periodicità delle ere geologiche. È andata così fino a settembre, quando ho deciso di dare uno sprint a questa mia personalissima finestra sul web che per me, oltre a rappresentare un potenziale strumento più o meno di successo in ambito lavorativo, ha significato sicuramente una via di fuga in ambito emotivo. La consapevolezza (o la speranza?) circa il suo potenziale in ambito lavorativo è arrivata con il tempo ma è ancora in fase di maturazione.

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Possibilità di business o meno, io lo ringrazio di cuore il mio blog. Perché mi ha permesso di continuare a viaggiare anche quando mi restavano solo la mente e i sogni per farlo; perché mi ha permesso di ricominciare ad allenarmi e a intravedere un mio timbro vocale in quell’intricato mondo in cui tutti hanno qualcosa da dire che è la scrittura; perché mi ha consentito di riappassionarmi a quell’altro ancora più intricato mondo senza il quale oggi non si va più da nessuna parte (e io che speravo invece di essermene liberata almeno un po’) che sono i social network. Perché mi ha riconsegnato in mano una tabella di marcia con tanto di scadenze da rispettare e idee nuove da inventare. Un datore di lavoro, insomma. E forse era proprio di questo che avevo bisogno quando l’ho aperto.

E, grazie a questa botta di sprint, soprattutto nell’arco degli ultimi mesi le piccole soddisfazioni non sono mancate: penso per esempio ai tanti articoli che sto scrivendo per altri blog e portali online, collaborazioni che presto riassumerò in una sezione apposita. 

E penso anche (e soprattutto) a tutte le volte che mi sono sentita dire che con i miei post faccio venire voglia di viaggiare (proprio io che nell’ultimo anno non è che mi sia mossa tantissimo) e di aprire la mente. O, addirittura, commuovere. Ecco, questa per me è la cosa più figa in assoluto; è la spinta che cercavo e che mi suggerisce che forse la strada giusta non è poi così lontana. E, quantomeno, che l’intento l’abbiamo centrato.

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Non ho fatto tutto da sola, però. Se nell’arco di quest’anno Alla fine di un viaggio ha assunto un minimo la forma e i contenuti di un blog è anche grazie a chi mi supporta e sopporta da sempre, da prima ancora che il blog nascesse. Qualcuno che mi spinge continuamente ad andare avanti, e andare avanti come voglio io, s’intende. Qualcuno la cui fiducia nei miei confronti va oltre i confini dell’umana immaginazione, tant’è che a volte faccio fatica persino io a spiegarmela. Qualcuno che, tra l’altro, ha tanta voce in capitolo sull’argomento e della cui fiducia vado quindi più che fiera.

E grazie anche a voi che siete la mia community, voi che mi leggete, mi date consigli e commentate i miei post. Eravate tutti su WordPress da più tempo di me e mi avete accolto con il cuore aperto.

Questo primo compleanno di Alla fine di un viaggio lo dedico a tutti quelli a cui sono riuscita a strappare un sorriso (o una lacrima, o un’imprecazione): siete linfa vitale.

E ora, per festeggiare l’inizio del secondo anno di vita del blog non posso che augurarmi questo: che l’ispirazione e i viaggi non (mi) manchino mai.