Perché viaggiare da soli

Qualche tempo fa GoEuro ha chiesto a me e ad altri cinque blogger di raccontare un aspetto del viaggiare da soli (trovate l’articolo qui).

Per chi non lo sapesse, GoEuro è una piattaforma online che consente di prenotare il proprio viaggio confrontando le tariffe e i tempi di percorrenza di tutti i mezzi di trasporto utili a raggiungere una destinazione.

Nel mio contributo per il blog di GoEuro ho dato qualche consiglio a chi sta organizzando una partenza da solo per la prima volta facendo riferimento alla mia esperienza a Francoforte, il mio primo viaggio in solitaria.

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Qui sul blog avevo già espresso tempo fa la mia sul tema tirando le somme sulle tre esperienze di viaggio da sola che ho fatto finora. E, inevitabilmente, la collaborazione con GoEuro mi ha scatenato i flussi del pensiero e le riflessioni, prima fra tutte quella che mi suggerisce neanche troppo velatamente che è ora di ripartire.

Dunque, viaggiare da soli, come e perché. Per il come vi rimando ai suggerimenti che abbiamo dato noi sei blogger (ma per qualunque approfondimento e/o curiosità sentitevi liberissimi di scrivermi); sul perché, invece, si apre un mondo di dimensioni non indifferenti.

Partiamo dai miei perché, ovvero i motivi personali che in passato mi hanno spinto a partire da sola:

1) Ci tengo a precisare che in uno dei casi non era proprio cercata, la partenza in solitaria. Io avevo prenotato tutto per i fatti miei per cogliere al volo un’offertona e subito dopo ho chiesto a qualche amico di accompagnarmi. Non ho trovato nessuno disponibile e quindi amen!

2) Avevo voglia di provare. E di capire come me la sarei cavata in una città sconosciuta, io che fino a quel momento ero sempre partita in compagnia. E, soprattutto, avevo voglia di scoprire se, sola con me stessa, mi sarei ritenuta talmente insopportabile da annoiarmi. Non è andata così, fortunatamente.

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foto di http://www.segnalezero.com

3) Sentivo il bisogno di un tempo che fosse solo mio. Di qualche giorno a mia totale disposizione durante il quale poter fare solo quello che avrei deciso io. Dormire o svegliarmi all’alba per prendere un treno, mangiare una o cinque volte al giorno, parlare con la gente o restare muta, decidere se fare due ore di fila per entrare in un museo o passare alla tappa successiva, seguire la strada indicata da Google Maps oppure deviare esplorando qua e là. 

E voi fatelo se…

Veniamo a voi che mi leggete. Provo a tradurre i miei motivi personali che mi hanno spinto a viaggiare da sola in un elenco (sicuramente non esaustivo) nel quale chiunque abbia voglia di provare per la prima volta questa esperienza potrebbe ritrovarsi (e magari anche chi non ne ha voglia ma si sta incuriosendo).

1) Fatelo anche solo semplicemente per il gusto di mettervi alla prova. E vedere come ve la cavate da soli in una città straniera dove tutti parlano una lingua incomprensibile e voi dovete arrangiarvi con l’inglese; dove la metropolitana ha decine di linee che si intersecano tra loro negli stessi punti; dove le distanze sono talmente ampie che spostarsi da un museo all’altro è già un viaggio in sé.

2) Al di là di queste cose pratiche, fatelo per mettere alla prova la vostra solitudine. Cioè, fatelo per imparare a stare qualche giorno (o settimana) soli senza il rischio di dover scappare da voi stessi con i capelli in aria. Magari all’inizio la convivenza vi sembrerà dura e forse farete un po’ a cazzotti; ma poi vi abituerete a voi stessi, imparerete a prendervi le misure e a non trovarvi poi così male.

3) Fatelo se nella vita di tutti i giorni a volte vi sembra di soffocare tra richieste, telefonate, appuntamenti, gente che chiede la qualsiasi a tutte le ore del giorno e della notte. E allora provate a partire da soli per mandare a quel paese tutto questo e disintossicarvi per qualche giorno. Per riappropriarvi del vostro tempo, per essere l’unico padrone delle vostre giornate e delle azioni che decidete di compiere durante il vostro viaggio. Potete anche spegnere il telefonino, se vi va. Così dell’eventuale stress che arriva sotto forma di whatsapp e sms neanche ve ne accorgete.

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4) Fatelo se sentite di avere dentro qualcosa su cui riflettere. Se siete indecisi se svoltare o meno. Se prendere in mano la vostra vita e ribaltarla del tutto. Oppure, se siete in procinto di prendere una decisione meno complicata ma per la quale vi serve comunque riflettere qualche giorno in solitaria. Viaggiare consente di isolarsi dalla propria quotidianità, di estraniarsi e quindi di guardare le cose a distanza, di ragionarci a freddo e con più lucidità.

5) Fatelo se il momento non è dei migliori. Se la decisione che avete preso si è rivelata essere una cavolata colossale. Se qualcuno vi ha deluso o, peggio ancora, vi ha tradito. Se non sopportate più una situazione che vi sta schiacciando e avete capito che è giunto il momento di reagire ma non sapete come. Ovviamente tutto questo va affrontato, non vi dico di viaggiare per fuggire dai vostri casini. Vi dico però di viaggiare per rifletterci su, per osservare i problemi alla giusta distanza e analizzarli a mente fredda. E vi dico anche di viaggiare per riprendervi e, in qualche modo, per curarvi. Da quella situazione che vi schiaccia; da quella storia che è finita; dalla delusione che vi ha dato chi non vi ha capito o non vi ha saputo tenere nella giusta considerazione; da quel contratto di lavoro che vorreste strappare in mille pezzi ma non potete. Il viaggio è terapeutico e saprà come aiutarvi.

So già che adesso chiuderò, metterò online il post e un minuto dopo mi verranno in mente altri mille motivi per cui vale la pena viaggiare da soli. Mal che vada tenetevi pronti per una seconda puntata.