Da fare in Sicilia: le escursioni tra storia, gioco e cultura di Sicily Histories

Cose delle quali sono felice di parlare perché fanno bene alla mia terra, la Sicilia.

E ogni siciliano sa bene quanto la Sicilia abbia bisogno di progetti e iniziative come quella raccontata nell’intervista qui di seguito. Perché è una terra che non osa mai abbastanza, che si sofferma un po’ troppo spesso, che si sottovaluta o comunque non si tiene nella giusta considerazione. E immaginate che forza possa avere, in una regione dall’immenso potenziale e dallo sconfinato patrimonio culturale, storico e artistico, una spinta che proviene dal settore del turismo. Spinta ancora più forte se a darla è un gruppo di giovani “creativi”, amanti della propria terra e decisi a fare qualcosa di concreto (nonché bello e divertente) per sostenerla e renderla sempre più visibile agli occhi del mondo intero.

Protagonisti dell’intervista di oggi sono i ragazzi di Sicily Histories, associazione che nasce con l’obiettivo di far scoprire la Sicilia tramite escursioni che non sono semplici visite guidate ma vere e proprie esperienze che coinvolgono il visitatore, trasformandolo in protagonista della storia della Sicilia e del proprio viaggio. Tutto questo facendo entrare in gioco storytelling e gamification: attraverso la creazione di trame ambientate lungo le varie tappe, infatti, il visitatore ha modo di interagire con lo spazio storico culturale, ridando vita e parole ai monumenti e alle attrazioni che incontra lungo il percorso.

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Foto di Sicily Histories

Come nasce l’idea di Sicily Histories?

Sicily Histories è un’associazione, ma prima ancora è un’idea. L’idea che la Sicilia abbia tante trame da raccontare, legate da un filo conduttore che è la storia di questa regione, fatta da passaggi di popoli (parlare di dominazioni mi sembra dia una lettura negativa di tutto ciò) che hanno lasciato un proprio segno nell’arte e nella lingua, nella cucina ma anche nei nostri stessi geni. Vogliamo far rivivere le storie dei luoghi della Sicilia, intrecciandoli in trame che uniscano tutti i beni suddivisi per periodi storici e artistici.

Vi occupavate di turismo anche prima che nascesse l’associazione?

Veniamo da formazioni differenti: storiche, economiche, tecniche. Tutti però abbiamo un passato comune con il mondo del turismo, in forme varie. Tra di noi c’è chi ha lavorato nel turismo museale, chi ha gestito centri di cultura italiana per stranieri, chi si è approcciato al turismo conoscendone principalmente gli aspetti organizzativi e chi, più semplicemente, è un grande appassionato di Sicilia. E proprio questo è l’elemento che ci unisce tutti: la consapevolezza che si debba partire dall’amore per la nostra terra per costruire un futuro migliore per noi e per la nostra regione, ponendola al centro di un circuito virtuoso di iniziative ed esperienze turistiche e culturali che diano vita a un sistema esportabile nel resto d’Italia.

Per questo lo scorso autunno alcuni di noi hanno deciso di partecipare a un bando (Cultura Crea, sotto l’egida di Invitalia) in cui, partendo dall’idea di Sicily Histories di esplorare il turismo culturale alla luce della gamification e dello storytelling, si arrivi a un’applicazione che consenta a chiunque di poter interagire con i luoghi della cultura e della storia della Sicilia. Un’idea che, lo abbiamo da poco scoperto, è stata selezionata per trasformarsi in start up con la speranza di poter, entro l’anno – e quindi per la stagione turistica invernale – mettere sul mercato il primo risultato del nostro lavoro.

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A quale pubblico vi rivolgete con le vostre escursioni?

Come associazione ci rivolgiamo ai nostri associati, residenti principalmente a Catania e provincia, alcuni dei quali sono ormai soci appassionati, il che ci fa molto piacere perché la fidelizzazione è sempre sinonimo di qualità del servizio offerto.

Non abbiamo un target predeterminato, poiché cerchiamo di costruire dei percorsi che siano fattibili sia per grandi e sia per piccini, non a caso partecipano alle nostre escursioni sia famiglie con bambini sia adulti o persone più mature, magari spinti dall’idea della gita di gruppo.

L’utilizzo dei social e quindi della gamificazione durante i percorsi è forse più consono a un pubblico di venti/trentenni, anche se ormai l’utilizzo di social media e smartphone come mezzo di svago è un fenomeno diffuso su larga scala e che, proprio in base alle ultime indagini di mercato, coinvolge anche un pubblico più maturo. Insomma, anche i nostri genitori ormai guardano al gioco di ruolo come un qualcosa di assolutamente fattibile, anzi spesso sono proprio loro i più curiosi nell’approcciarsi alla gamificazione e nel capire come funzioni.

Storytelling e gamification: ma quindi nel concreto cosa succede durante le vostre passeggiate?

 Premettiamo che, se lo storytelling – quindi l’inserimento della visita all’interno di una trama narrativa creata da noi – è presente a monte nella progettazione dell’escursione, al contrario la gamification avviene “a richiesta”, cioè il gioco di ruolo si svolge o meno in base al pubblico presente. Quando il gioco si svolge, consiste nella possibilità per il visitatore di interagire con i luoghi attraverso la creazione di storie ambientate nel posto che sta visitando. Nel concreto ogni partecipante viene dotato di un badge rappresentativo di un personaggio (che, nelle varie periodizzazioni, sarà un cavaliere, uno schiavo, una matrona, una suora, un mercante, ecc.) del quale dovrà vivere la giornata attraverso il supporto di immagini e testi.

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Foto di Sicily Histories

Qualche esempio di come è stata applicata la gamification durante una delle vostre passeggiate?

Quello che vogliamo sviluppare attraverso la start up che stiamo creando proprio in queste settimane è stato già applicato durante le nostre visite, in particolare durante quella su “Le terme ed il teatro” e durante l’escursione che si è svolta pochi giorni fa a Villa Romana del Casale e Morgantina. Si tratta di itinerari che hanno come soggetto la storia greca e romana. Partendo dai siti visitati abbiamo tracciato un universo di personaggi e trame nei quali i partecipanti si sono immersi utilizzando gli strumenti che usano abitualmente: lo smartphone e Facebook. Noi abbiamo aggiunto la variabile casualità, attraverso l’utilizzo di un dado che condizionava le scelte che i visitatori dovevano far prendere ai personaggi che interpretavano. Ciò ha reso indubbiamente le escursioni più stimolanti per il pubblico, in particolare per i più giovani, più aperti alle sperimentazioni, ma ricordiamo tentativi di approccio anche da parte di chi non possedeva uno smartphone. Ad esempio, una signora che non usa Facebook ha giocato assieme a due bambini incuriositi ma anche loro privi di profili social e hanno scritto i loro racconti su un foglio di carta. Noi dell’associazione abbiamo poi provveduto a trascrivere la poesia dei ragazzi sulla nostra pagina.

In occasione dell’ultima escursione, inoltre, abbiamo sviluppato una partnership con l’agenzia viaggi Vacanze singolari proponendo come premio un buono sconto spendibile in agenzia. Questo ha dato una spinta in più alla partecipazione e alle strategie di gioco soprattutto.

Attraverso la creazione dell’applicazione vogliamo estendere su vasca scala questo modello. Non solo tre o quattro location ubicate nel raggio di pochi chilometri e “raccontate” secondo una trama unica, ma il coinvolgimento dell’intero patrimonio siciliano. Immaginate di raccontare un’unica storia che inizia a Siracusa, durante la conquista romana della città, e termina a Selinunte, passando per la Villa Romana del Casale e la Valle dei templi. Ovviamente si tratta di finzione narrativa, ma la finzione affascina il turista e lo aiuta a memorizzare meglio anche le informazioni culturali, fornite sempre dall’applicazione. Non solo, ma la trama si sviluppa anche perché il turista supera i diversi livelli dell’applicazione compiendo quelle che nei videogames sono le missioni. Insomma, vogliamo che le storie di Sicilia riemergano e siano espresse dai monumenti stessi.

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Quali delle vostre escursioni hanno riscosso maggiore successo?

Intanto bisogna precisare che a differenza di quanto accadrà per l’applicazione, che si rivolgerà sia a un pubblico locale sia a forestieri e sia al turismo individuale, le escursioni si rivolgono principalmente ai residenti, che spesso sono restii alle gite fuori porta di gruppo. Soprattutto a Catania e relativamente a certe mete, si ritiene di conoscere un luogo solo perché spesso ci si è recati con la famiglia in determinate occasioni. Questo lo notiamo soprattutto con le escursioni organizzate verso Siracusa e provincia, zone in cui il catanese si reca spesso per Pasquetta o altre gite di un giorno – magari più per una passeggiata che non per visitare musei, ma senza una guida turistica l’esperienza è molto diversa. Non è un caso, quindi, che le due escursioni più richieste siano state quella di Montalbano Elicona, borgo medievale arroccato fra i monti Peloritani in provincia di Messina già inserito nel circuito dei borghi d’Italia, e il percorso tematico “Catania ebraica”, svolto in concomitanza con la Giornata Europea della Cultura Ebraica. Nel primo caso il fascino del sito ha richiamato più di quaranta partecipanti, molti dei quali attratti anche dal servizio di transfer, mentre nel secondo caso era indubbiamente la singolarità del tema trattato ad aver coinvolto gli ottanta visitatori.

Quali sono le prossime escursioni che avete in programma?

Dopo l’ultima escursione che si è svolta a Morgantina e Villa Romana del Casale, ci fermeremo per eccesso di caldo e riprenderemo le attività a settembre/ottobre. Il calendario per il prossimo autunno è ancora in fase di definizione, ma cercheremo di sviluppare più attività anche a Catania, che in fondo è la nostra città e che spesso viene vista alla luce di percorsi abbastanza tradizionali.

Quali sono i progetti futuri dell’associazione?

Abbiamo un’immagine molto chiara di Sicily Histories: ciò che ci preme maggiormente è riuscire a dare sempre più spazio a storytelling e gamification nelle escursioni. In tal senso, anche attraverso la realizzazione dell’applicazione vorremmo riuscire a coinvolgere anche gli operatori e i siti della Sicilia occidentale. Inoltre, ci piacerebbe molto organizzare attività che coinvolgano le scuole, unendo gamification, cultura e didattica. Crediamo molto nelle possibilità della gamificazione, nel trasferire le dinamiche di gioco nella vita quotidiana e crediamo che sia un sistema applicabile in diversi settori della società. Noi vorremmo applicarlo al settore culturale in quanto leva, per noi, dello sviluppo economico regionale. Oggi il turista ha necessità che son sempre più complesse e fluide, quindi non può accontentarsi di un contatto “frontale” con il monumento, ma ha bisogno di toccarlo, di renderlo vivo, di interagire con esso.

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 Cosa bisogna fare per partecipare a una delle vostre escursioni?

Il mezzo più immediato per conoscerci è consultare il nostro sito internet www.sicilyhistories.com che aggiorniamo costantemente e dal quale è possibile anche registrarsi alla newsletter per ricevere tutte le news. Oppure è possibile seguirci sulla nostra pagina Facebook, dove comunichiamo tutte le nostre attività e da cui accettiamo ovviamente le prenotazioni. Il nostro indirizzo mail è info@sicilyhistories.com.  Infine, per chi fosse meno legato ai social e alla tecnologia, rispondiamo al numero 328-4840591.