Cosa mangiare a Catania: cinque esperienze culinarie da fare per sentirsi un vero catanese

Non ho ancora finito di ammorbarvi con le mie sicilianate.

Dopo avervi consigliato su come organizzare una vacanza in Sicilia senza rischiare di impazzire e su cosa vedere a Catania qualora decideste di inserirla nel vostro itinerario passiamo a un argomento più leggero ma ugualmente (se non di più) importante: il cibo. Non sono una food blogger ma solo un’ottima forchetta, per cui considero viaggio e cibo un binomio imprescindibile: se volete conoscere realmente un posto dovete anche sedervi a tavola.

Ora, fermo restando che alla domanda “cosa bisogna assaggiare a Catania” la risposta è sempre la stessa (“tutto”) e dato per assodato che da un viaggio in Sicilia si torna sempre con diversi chili in più sulla panza (quindi rassegnatevi!), ci sono alcune esperienze culinarie che non tutti conoscono ma che meritano assolutamente di essere provate. 

Chiaro, arancini e granite sono sulla bocca di tutto il mondo. Ma ci sono anche un altro paio di cose meno note che non smetto mai di consigliare a chi si reca in vacanza a Catania. Spesso si tratta di street food che, secondo me, rimane uno dei modi migliori per conoscere i sapori di una terra e fare un’esperienza veramente tipica. Se in più ci metti anche il fattore economicità hai fatto bingo: lo street food catanese (e quello siculo, in generale), oltre a essere molto caratteristico e di ottima qualità, costa veramente pochi spiccioli.

Ma partiamo con la lista delle esperienze culinarie da vero catanese; e, mi raccomando: se vi recate a Catania anche solo per un weekend dovete riuscire a provarle tutte (ce la farete, credetemi. In cinque giorni che sono stata lì, a maggio, ho fatto di molto peggio).

Arancini & Co

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Tavola Calda

Sì, perché non esiste solo l’arancino. Per carità, se lo conoscono tutti è perché se lo merita e va assolutamente provato durante una vacanza a Catania (anche fosse solo per una permanenza di due ore). Sappiate però che a Catania ci sono anche le cartocciate, le bolognesi, le cipolline, le pizzette, i paté, le bombe (e sicuramente me ne sto scordando qualcuno). Il principio è più o meno sempre lo stesso: una pasta di consistenza simile al pane oppure di sfoglia ripiena con ogni ben di dio.
Solitamente ci si sazia anche solo con un pezzo; due se proprio vogliamo toglierci ogni dubbio (io di solito opto per due ma devo colmare una nostalgia). E, rispetto agli arancini, questi altri pezzi di tavola calda costano sempre un pochino meno.
Dove trovarli? Praticamente a ogni mezzo metro di strada: in tutti i bar (da quelli più fighi a quelli più scialbi) e in quasi tutti i panifici della città e della provincia.

Granita con la brioche

Ecco qui un’altra celebrità. Colgo l’occasione per chiarire che i catanesi non fanno colazione tutti i santi giorni con granita e brioche, come molti pensano. Non arriviamo a tanto. Diciamo che, a partire da marzo fino a ottobre (ma a volte anche fuori da questo intervallo) le colazioni con granita e brioche si intensificano, specie se diamo appuntamento agli amici al bar a quell’ora.
Oltre che per colazione, poi, l’accoppiata granita e brioche rappresenta un’ottima alternativa al pranzo per restare leggeri quando si è in spiaggia o fa molto caldo.
Per la granita quale gusto assaggiare? Le mie combo preferite sono gelsi+limone, mandorla+caffè e mandorla+pistacchio ma avete l’imbarazzo della scelta. E sarà, anche in questo caso, una scelta economica e facile da reperire (troverete granita e brioche in tutti i bar di Catania e provincia ma non sono sempre tutti uguali. I posti ottimi sono tantissimi, quindi per consigli e preferenze scrivetemi pure in privato così facciamo prima).

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Granita e brioche

Cannolo alla ricotta

E anche qui le varianti non si calcolano: con o senza canditi, con la spolverata di cannella, con il ripieno di crema, cioccolato o pistacchio. Signori, il vero cannolo (almeno per me) è solo uno: composto rigorosamente al momento (la cialda perde fragranza nell’arco di mezza giornata) e ripieno di crema alla ricotta con pepite di cioccolato. Zucchero a velo e cannella tanto per impreziosire ulteriormente il gioiello. Per la scelta del cannolo non ho dubbi: il migliore che abbia mai assaggiato in 34 anni di vita (e ogni volta che vado giù ormai voglio solo quello) è quello del laboratorio della Pasticceria Ambra a Canalicchio, quindi un po’ fuori dal centro di Catania. Indescrivibile e senza paragoni.

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Cannolo alla ricotta e cestino di frutta

Mandarino al limone

Questa, forse, è una delle esperienze culinarie catanesi poco note da chi catanese non è.
Il Mandarino al limone è una bibita non alcolica a base di sciroppo al mandarino e acqua gassata che, pur essendo dolcissima, è in grado di dissetare e di far digerire (ottima quindi se a cena avete esagerato). E, soprattutto, è tipicissima di Catania. Così come sono tipici i chioschetti, ossia i posti dove potete gustare il Mandarino al limone che sono disseminati per tutta la città. Alcuni, come quello della foto qui sotto, sono aperti tutto il giorno; altri, come quelli centrali di corso Italia e via Umberto, sono aperti solo di sera, pronti ad accogliere il folto pubblico di assetati fino a notte fonda. Nei chioschi, oltre al Mandarino al limone, trovate anche altre bevande dissetanti e digerenti (primo fra tutti il Seltz limone e sale) ma anche granite, alcolici, macedonie di frutta (“misto frutta”) e frappé alla Nutella (altra esperienza mistica). Prezzi intorno a 1 euro.

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Mandarino al limone

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Chiosco

Panino al carrozzone

Questa è per stomaci forti che hanno voglia di mettersi alla prova.
Parliamo di uno degli street food più consumati e amati dai catanesi per cena.
I carrozzoni, come i chioschetti, sono disseminati per la città, con una notevole concentrazione sul lungomare e la sua continuazione, il viale Africa, fino al piazzale della Stazione. Ma ne troverete anche in altri punti strategici, tipo nei dintorni dello stadio, e fuori dal centro.
In pratica, ogni carrozzone offre un bancone dove, nello spazio di un paio di metri, si concentra qualsiasi tipo di ben di dio con il quale è pensabile riempire un panino: funghi cotti e conditi in almeno 10 modi, verdure sott’olio, verdure grigliate, verdure fritte, frittate, caponata, parmigiana di melanzane, insalata caprese, insalata mista (un insolito tocco di benessere ogni tanto ci sta), solo per dirne alcuni. Ovviamente non dovete metterli tutti nel panino. Anche perché questi sono solo gli ingredienti aggiuntivi: il panino, di base, si riempie innanzitutto con porchetta e formaggio, oppure würstel e formaggio, hamburger e formaggio o carne di cavallo. Poi ci va tutto il resto e poi, ancora, le patatine fritte con ketchup e maionese (altrimenti rischiamo di restare a dieta). Il tutto scelto e composto al momento. Il risultato è un panino che, indipendentemente da quanti ingredienti gli avete fatto mettere, vi verrà consegnato avvolto nella carta alluminio praticamente aperto (è alquanto difficile chiuderlo visto quanto è pieno) e impossibile da addentare. Una goduria, però, garantito. E anche in questo caso ve ne uscirete con pochi euro. Mi spiace non avere una foto per mostrarvelo, cercherò di rimediare.

A queste cinque esperienze culinarie da vero catanese in realtà dovrei aggiungerne altre (a Catania, come avete capito, il cibo è sacro) altrettanto tipiche. Facciamo che torno ancora una volta giù, scatto qualche foto, mangio e poi ve ne parlo? 🙂