Gestire un travel blog: cinque cose che ho imparato

Non allarmatevi, questo non sarà un post tecnico che vi riserverà tanti appunti ansiosi da prendere. La mia esperienza da blogger è ancora breve; ho decisamente più da imparare che da insegnare. E da imparare c’è proprio tanto. Come dico nel post scritto per SegnaleZero in cui condivido gli insegnamenti che ho tratto dal mio primo anno da blogger, lo studio e la formazione nel mondo dei social media e della comunicazione digitale non bastano mai.

Anche adesso mi preme condividere la mia esperienza e rispetto al post che ho scritto per SegnaleZero risulterò ancora meno tecnica e più astratta (o campata per aria, come si dice dalle mie parti).

Perché sono un’inguaribile sognatrice, chi mi segue ormai lo avrà capito.

Se oggi mi è venuto in mente di scrivere questo post è perché negli ultimi giorni stanno capitando diverse cose belle e, a dir la verità, inaspettate. Se dovessi aggiornare il mio stato d’animo su Facebook le emoticon direbbero che mi sento “piacevolmente sorpresa”.

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Dato che le cose belle che stanno arrivando sono merito di questo blog rosino/violetto, che in fondo era nato un po’ per caso e un po’ per gioco, in questo post mi preme condividere cinque cose molto positive che ho imparato da quando ho cominciato a scriverci. Per motivarvi, insomma. Per dimostrare, nel mio piccolo, che è giusto credere nelle cose che amiamo.

Insegui sempre le tue passioni

Indipendentemente da dove ti porteranno o da dove pensi che ti porteranno. E anche se non dovessero portarti da nessuna parte tu seguile e basta. Perché se sono le tue passioni vuol dire che ti fanno stare bene e questo è già sufficiente.

Se c’è la passione i risultati arrivano più facilmente, arrivano persino quando non ti sei neanche posto il problema di raggiungerli. Un blog nato per gioco può diventare un lavoro o contribuire a trovarne uno. Con questo non voglio dire che basta aprire un blog per diventare un guru; diciamo però che se c’è la passione è un pochino più facile centrare gli obiettivi.

Ciò che appassiona non pesa

Passo più tempo davanti al computer adesso di quando avevo un impiego fisso in agenzia. Metto mano al mio Mac persino nel weekend, cosa che un tempo evitavo come la peste.

Se ami quello che fai, però, non ti pesa passarci sopra tanto tempo. Ti stanca, quello sì, ma non ti altera l’umore ogni due per tre. Non ti pesa dover tirar fuori idee, trovare argomenti, leggere, scrivere e leggere ancora. 

Scrivere risucchia le energie, lo so benissimo, ti svuota completamente; ma vuoi mettere la soddisfazione che ti dà? 

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Foto da Pixabay

Di scrivere, per me, vale sempre la pena. E se voglio continuare a farlo bene, o quantomeno provare a dargli un senso, dovrò anche continuare a studiare, informarmi, aggiornarmi, leggere i blogger più esperti di me, seguire seminari e corsi online. È tutto molto faticoso e a tratti dispendioso, siamo d’accordo. Ma vuoi mettere il piacere di fare quello per il quale ci si sente più portati? Il piacere di assecondarsi? E non importa che lo si faccia per hobby o per lavoro.

Non smettere di viaggiare…

Eh no, se hai in mente di curare il tuo travel blog ancora a lungo non puoi assolutamente smettere di viaggiare. E te lo dice una che per lungo tempo non l’ha fatto.

E guarda che viaggiare non vuol dire per forza andarsene per un mese dall’altra parte del mondo oppure partire senza aver fatto il biglietto di ritorno; viaggiare può essere anche andare alla scoperta del borgo medievale a 15 km da casa tua e che non ti sei mai filato di pezza. Oppure rincorrere le offerte di Ryanair e cogliere al volo l’occasione di un biglietto a 3 euro per quella piccola capitale che non è ancora stata invasa dal turismo di massa. O, ancora, esplorare quel quartiere della tua città dove stranamente non hai quasi mai messo piede.

Fare esperienze, guardarsi intorno, parlare con le persone, prendere appunti, scattare foto.

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Foto da Pixabay

… E non smettere di sognare

Mi collego ai punti precedenti. Intendo “sognare” nel senso di non porre limiti alla provvidenza, non porsi dei limiti, non autotarparsi le ali e non ritenersi immediatamente arrivato.
Cerca di migliorarti sempre; sposta ogni volta un po’ più in là la stanghetta dei tuoi obiettivi. Non intendo obiettivi di guadagno (ti auguro anche quelli, ovviamente) ma obiettivi di crescita tua personale. Fissa sempre nuovi traguardi sulle cose da imparare, le esperienze da vivere, le cose da fare. Impara ad aggiungere un tassello in più ogni volta. Impara a non buttarti giù ma a pensare di potercela fare. Impara a pensare in grande, insomma.

Non temere il cambiamento

È vero, cambiare spaventa sempre. Lasciare il certo per l’incerto, prediligere l’avventura al consueto. L’ignoto alla routine.

È vero anche che spesso la strada nuova si presenta lunga, un po’ tortuosa e, a prima vista, con più salite che discese. Un prezzo però giustificato, se pensiamo alla gran soddisfazione, la serenità e la felicità che ne deriveranno, no? Ci sono cose per le quali vale la pena rischiare, ognuno ha le sue. E anche se spesso facciamo finta di non sentirle e le mettiamo brutalmente a tacere sappiamo benissimo che sono lì.

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Foto da Pixabay

Non ho appena finito di seguire un corso per diventare coach, motivatore o cose di questo tipo, se è questo quello che ti stai domandando. Volevo solo fare mente locale su un paio di cose che nell’ultimo anno mi sono balzate davanti agli occhi.

Perdonami se ho un tantino deviato dall’argomento travel blog.

Forse (anzi sicuro) ho scritto più per me che per chi mi legge. Tante cose di cui parlo nel post le ho capite ma non sempre riesco a metterle in pratica. Predico bene e razzolo male, insomma. Ma del resto, come dicevo all’inizio, le cose da imparare sono ancora tantissime. E di questo sono davvero contenta.