Viaggio in Bulgaria

Ultimamente ho letto spesso che il rimedio più efficace per contrastare lo stress del rientro dalle ferie sia programmare subito un nuovo viaggio.

Quest’anno ho giocato d’anticipo, nel senso che già a luglio, assieme a Segnale Zero, ho acquistato un biglietto aereo per raggiungere Sofia nel mese di settembre.

E in effetti ammetto che il rimedio ha funzionato abbastanza: non ho fatto in tempo a rientrare da Lussino che con la mente stavo già lavorando al mio itinerario bulgaro.

Itinerario che, non senza fatica, lo scorso weekend è stato debitamente riempito e compilato in ogni sua parte. Dopo un pomeriggio tra mappe di google, travel blog che raccontano di viaggi in Bulgaria e ricerche varie su cosa fare e cosa mangiare, abbiamo deliberato che, oltre Sofia, vedremo anche Plovdiv e il Monastero di Rila.

Si parte stasera e si ritorna domenica sera. Quattro giorni intensi che, così è previsto, saranno illuminati dalla luce di un bel sole da 30 gradi e passa. Scarpe comode e via, alla scoperta di una delle capitali più antiche d’Europa e uno dei paesi dei quali, sinceramente, prima di organizzare questo viaggio sapevo ben poco.

Cosa aspettarmi dai miei giorni in Bulgaria? Tanto. A cominciare dall’atmosfera, ad esempio; la stessa atmosfera sorprendente in cui ci ha avvolto Belgrado. Che sia vivace, triste o spensierata non importa. Sarà comunque qualcosa di sorprendente, come accade ogni volta che metto piede in un paese balcanico.

Belgrado

Mi aspetto un paese ancora in semi-ombra, dove il turismo non è ancora una questione di massa e quindi, proprio per questo, un paese autentico. Dove non tutti conoscono l’inglese, magari. Dove bisognerà tentare di decifrare il cirillico. Dove i treni non corrono più veloci degli autobus. E dove, proprio come a Belgrado, le vie centrali non pullulano di ristoranti sushi e trattorie italiane.

Mi aspetto una magnificenza di confine tra l’Oriente e l’Occidente. E, di conseguenza, tanta diversità e tanti mix: in cucina come in architettura, negli edifici religiosi così come nei tratti sui volti della gente. Immagino di trovare una bellezza un po’ sepolta da portare alla luce piano piano, e una personalità difficile da afferrare a primo acchito ma da conoscere poco per volta, con calma.

Sia da Sofia e sia da Plovdiv mi aspetto quello che non ci si aspetterebbe: quartieri vivaci e bar che tirano tardi per la voglia di divertirsi. Mi aspetto (ma questo lo so già) sapori forti, sapori della terra, quelli derivanti da ingredienti semplici trasformati in qualcosa di prepotentemente sanguigno.

Mi aspetto di ritrovare in qualche forma Belgrado, Istanbul, la Slovenia, la Croazia e forse anche la Grecia. 

Ma soprattutto mi aspetto di ritrovare me stessa, con la mia passione sfrenata e l’impegno che metto ogni volta affinché ogni viaggio sia più indimenticabile del precedente.

La prossima settimana saprò dirvi quante di queste aspettative sono state centrate e quante addirittura superate. Nel frattempo, se vi andrà di seguirmi vi darò mie notizie su Facebook, Twitter e Instagram. Vedrete tante foto, su questo ci potete giurare.

 

 

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